Ousmane Dembelé continua a far parlare di sè e non per le prestazioni in campo o i gol a favore del Barcellona. L'attaccante azulgrana è al centro di un nuovo ‘scandalo' per il suo regime di vita spesso posto sotto i riflettori dell'opinione pubblica che lo ha ferocemente criticato. Prima l'ossessione per i videogioco, con una dipendenza ludica preoccupante, poi la notizia di ‘pagare' un amico di vecchia data per tenergli compagnia durante il giorno. Adesso l'accusa – e la sentenza del tribunale – di aver lasciato la sua precedente abitazione, a Dortmund, quando giocava per i colori del Borussia, in condizioni tanto pietose da ‘meritarsi' una maxi multa da 10 mila euro.

Dunque, il super acquisto del Barcellona che nelle intenzioni della dirigenza e nei sogni dei tifosi catalani avrebbe dovuto far dimenticare la cessione di Neymar al Paris Saint Germain, si sta confermando un investimento più che difficile: poco concreto in campo, troppo sopra le righe fuori. E così, il club azulgrana non ha preso di certo bene l'ultima notizia secondo cui Dembele è stato condannato da un tribunale di Dortmund a risarcire il proprietario dell'appartamento che occupava quando giocava nel Borussia.

L'accusa mossa al giocatore dal tribunale

"Una pattumiera". Con queste parole  il padrone di casa ha attaccato Dembele e lo ha portato in tribunale. Quando l'attaccante si è trasferito dalla Germania in Spagna, ha lasciato l'appartamento che occupava in affitto ma non si è preoccupato minimamente di riassettarlo e lasciarlo in ordine. "La casa era un bidone della spazzatura, ce n'era in ogni stanza. Quando sono tornato a casa per la prima volta, mi sono spaventato" ha dichiarato il proprietario che inizialmente ha chiesto un risarcimento da 21 mila euro.

Quanto è stato condannato a pagare Dembelé

Una successiva battaglia legale, con la difesa di Dembelè che ha concluso con un accordo a 10 mila euro: "E' vero, guadagna tanto ma è ingiusto chiedergli per questo un risarcimento eccessivo" è stata la tesi degli avvocati del giocatore. Che comunque ha perso in partenza, riaprendo ai dubbi del Barcellona che già in tempi non sospetti gli aveva affiancato un "osservatore" perché lo obbligasse ad arrivare puntuale agli allenamenti e mantenere uno stile di vita più vicino a quello di un professionista.