La partita amichevole tra il Brescia e il Vojvodina è stata sospesa e definitivamente interrotta all'inizio del secondo tempo, quando il punteggio era di 2-1, gol di Donnarumma e Bisoli. Il campo è stato invaso dai tifosi serbi dopo che improvvisamente sugli spalti sono spuntate delle bandiere albanesi e sono stati intonati cori pro Kosovo.

Perché è stata sospesa Brescia-Vojvodina

A Orzinuovi la squadra di Corini è avanti di un gol quando l'incontro amichevole viene sospeso. L'arbitro è costretto a mandare tutti a casa. Perché i tifosi serbi invadono e attraversano il campo, sono una ventina gli ultras  del Vojvodina che corrono verso chi all'esterno dell'impianto di gioco dove c'era chi stava sventolando in quel momento delle bandiere albanesi. E c'era pure chi stava intonando cori in favore del Kosovo, stato che qualche anno fa ha ottenuto l'indipendenza dalla Serbia. Kossovari e serbi hanno pessimi rapporti tutt'ora a livelli politici. Le reti che dividono il campo e gli spalti hanno evitato il peggio e decisivo è stato l'intervento delle forze dell'ordine, Carabinieri e Digos. Il gruppetto di provocatori si è rapidamente dileguato. Non è stato preso alcun tipo di provvedimento nei confronti né dei tifosi del Vojvodina né di chi sventolava quelle bandiere e intonava quei cori.

Polemiche già nel primo tempo

La partita era stata già caotica nel primo tempo, in cui avevano segnato Donnarumma su rigore, Djricin e Bisoli. Perché nei primi quarantacinque minuti l'incontro era stato già sospeso per la bellezza di 10 minuti dopo l'espulsione di un collaboratore del tecnico Lalatovic che sembrava deciso a voler ritirare dal campo la sua squadra per protestare contro la decisione dell'arbitro. L'intervento del presidente del club di Novi Sad è stato decisivo per riportare in campo la squadra.