Carlo Ancelotti resterà sulla panchina del Napoli almeno fino alla partita di Champions con il Genk, l'ultima della fase a gironi, quella che potrebbe segnare il passaggio agli ottavi di finale dei partenopei. Il pareggio al San Paolo con il Salisburgo ha spostato un po' più in avanti il traguardo che sembrava alla portata. La trasferta a Liverpool e i novanta minuti contro i belgi faranno da linea spartiacque per la stagione degli azzurri e dello stesso allenatore al quale il presidente ha confermato la fiducia a tempo. Il rapporto continuerà solo se ci sarà la qualificazione, obiettivo in pugno almeno fino alla serata dell'ammutinamento e del fuoco amico. Difficile immagine che, in caso di flop, l'ex tecnico del Bayern possa restare oltre.

La sua esperienza in Italia, però, potrebbe continuare altrove. Dove? Con ogni probabilità al Milan che resta casa sua e sarebbe anche pronto ad accoglierlo di nuovo così da iniziare assieme a lui un nuovo progetto per rilanciare il blasone impolverato e un po' sbiadito. È un'idea di Paolo Maldini, un'ipotesi suggestiva al momento anzitutto per il passato di Ancelotti ma è presto per parlare di contatti o trattative. Tutto è legato anche a cosa accadrà con Pioli: se nemmeno con l'ex viola in panchina ci saranno inversione di tendenza in classifica e raggiungimento almeno del traguardo Europa League, allora si partirà ancora una volta da zero e l'attuale allenatore del Napoli potrebbe essere l'uomo giusto.

Ancelotti potrebbe dire di sì al Milan? Non ha motivi ostativi per rinunciare a tornare in quella che considera ‘casa sua' ma al di là dei sentimenti serve capire sulla carta quali sono i programmi e gli obiettivi concreti, possibili al netto di una formazione che deve essere competitiva e di un progetto solido. di una rosa che possa consentirgli di giocare alla pari anche contro avversari più forti, tanto in Italia quanto in Europa. Intanto, dovrà uscire indenne dalla ‘battaglia' di Napoli.