Il Barcellona "incassa" una multa salata dalla UEFA per le "esteladas" esposte all'Olympiastadion di Berlino nell'ultima finale di Champions League, vinta poi contro la Juventus. La Corte Disciplinare della UEFA ha infatti sanzionato con trentamila euro di multa il club blaugrana a causa della presenza, ritenuta "eccessiva" dalla confederazione continentale, delle bandiere catalane tra i tifosi del Barcellona: bandiere che si richiamano a quella cubana, seppur con diversi colori: giallo e rosso, tradizionalmente colori della Catalogna, con il triangolo azzurro e la stella bianca sul lato sinistro.

Una decisione, quella della UEFA, che farà sicuramente discutere: da sempre, il Barcellona è considerato il simbolo ed il portavoce della Catalogna nel mondo, ed i richiami alla tradizione catalana sono continui. Lo stesso inno del club blaugrana, interamente in lingua catalana, non fa che richiamare all'unità "tutti" i catalani, da quelli del nord (Girona, Barcellona) a quelli del sud (Valencia) ed insulari (Baleari). Ma proprio questo "sfoggio" di identità non è andato giù alla UEFA, che all'articolo 16 del proprio statuto spiega che viene punito "l'uso di parole od oggetti per trasmettere qualunque messaggio che non riguardi lo sport, e concretamente quelli politici, ideologici, religiosi, offensivi o provocatori".

Da qui la clamorosa decisione di punire il club catalano a causa delle bandiere "stellate" nel proprio settore dell'Olympiastadion di Berlino. "Le associazioni ed i club sono responsabili del comportamento inappropriato da parte dei propri tifosi", si legge ancora nell'articolo 16 dello statuto UEFA, "e possono essere oggetto di misure disciplinari e direttive, sebbene possano dimostrare di non aver avuto negligenze nell'organizzazione delle partite". Al Barcellona, dunque, si può addirittura sorridere per aver incassato "soltanto" una multa e non peggio: magari la chiusura per una gara di Champions del Camp Nou.