L'urna di Nyon per gli ottavi di Champions League ha sorriso all'Atalanta di Gasperini che si è guadagnata la qualificazione negli ultimi 90 minuti e potrà sperare di superare anche gli ottavi dove sarà chiamata al doppio confronto con il Valencia, avversario temibile ma non tra i più difficili. Essendo una delle ‘Cenerentole' del sorteggi poteva capitare una formazione ben più quotata ma alla fine il destino della Dea passerà dalla Spagna e dal Mestalla, stadio tradizionalmente difficilissimo in cui giocare per ogni squadra.

Chi gioca nel Valencia, la rosa da quasi 500 milioni

Il Valencia si è imposto nel Girone H a 11 punti nella classifica finale, condividendo il primato con il Chelsea ma passando per primo avendo ottenuto più punti negli scontri diretti con gli inglesi (pareggio al Mestalla e vittoria a Stamford Bridge). La formazione allenata da Albert Celades (, ex c.t. delle Under 17 e 21 spagnole) si è dimostrata all'altezza di un gruppo non proprio semplice, qualificandosi eliminando l’Ajax e, soprattutto, vincendo 1-0 ad Amsterdam all’ultimo turno con gol di Rodrigo. L’ispano-brasiliano è il pericolo pubblico numero 1 della squadra di Albert Celades. L'attaccante è andato a segno in Europa anche contro il Chelsea a Stamford.

Al momento il Valencia ha tanti infortunati, fra cui l’italiano Piccini, insieme a Gameiro, Maxi Gomez, Cheryshev e Guedes. Sono loro i giocatori più interessanti di una rosa che vale complessivamente 495 milioni (dati transfermarkt). Tra i giocatori a disposizione del Valencia c’è anche l’ex interista Kondogbia che ha giocato fin qui 14 partite, di cui una in Champions (segnando).

Come gioca il Valencia: un 4-4-2 debole in difesa

Il modulo ideale della formazione spagnola è il 4-4-2.  Una struttura di squadra che riesce a esaltare le qualità dei singoli in modo tale da sviluppare nel corso delle partite una spinta aggiunta sulle fasce alternando esterni bassi e di centrocampo. Celades ha creato un'ottima alchimia anche utilizzando le seconde linee. Malgrado le tante assenze, un esempio lampante è stato il match contro il Real Madrid al Mestalla dove si è sfiorata la vittoria. Con il titolare Jaume Domenech in porta, sono scesi in campo Jaume Costa, Garay, Gabriel Paulista e Gayà in difesa, mentre per la mediana c'erano Wass, Coquelin, Dani Parejo e Carlos Soler. In avanti l’altro canterano del club, Ferran Torres e la stellina Rodrigo.

  • Il punto debole della formazione spagnola è la difesa. Un tallone d'Achille al quale Celades non ha ancora posto rimedio e che potrebbe essere il grimaldello per far saltare il banco da parte di una Atalanta che con il gol ha un felling importante. In Liga il Valencia è attualmente in ritardo,  7°, segnando tanto (27 gol) ma subendo troppe reti: 24.

Dove gioca: il Mestalla è lo stadio più antico di Spagna

La roccaforte valenciana è lo "Stadio Mestalla" (il cui nome richiama il torrente che scorre sotto la struttura), uno storico impianto costruito nel 1923, il più antico stadio spagnolo. Ha una capienza di 49 677 posti e durante la presidenza di Luis Casanova lo stadio fu rinominato "Estadio Luis Casanova", ma nel 1994 è tornato a chiamarsi semplicemente "Mestalla". Lo stadio ha ospitato le partite del campionato mondiale del 1982 della nazionale spagnola  e alcune finali della Coppa del Re, tra cui quella del 2010-2011 tra Barcellona e Real Madrid.