In principio doveva essere una buona idea, per il bene del calcio. Il VAR doveva aiutare gli arbitri e correggere gli errori. Il prosieguo della storia lo conosciamo: le decisioni controverse, le polemiche, i cambi di protocollo. Fino al paradosso che potrebbe verificarsi nelle prossime settimane, con l'IFAB orientato a cambiare la regola sul fuorigioco al fine di limitare le possibilità di intervento per il VAR in caso di posizioni irregolari per questione di millimetri o centimetri. Uno scenario clamoroso, eppure vicino a concretizzarsi.

Come cambia la regola sul fuorigioco

L'idea dell'IFAB è di introdurre il concetto di tolleranza in modo da evitare chiamate millimetriche con l'ausilio del VAR, dando priorità alla decisione presa in campo dal guardalinee in caso di errori non evidenti: pochi millimetri o una manciata di centimetri non rappresentano un chiaro errore, nella visione dell'IFAB, e dunque il VAR non dovrà interferire con quel tipo di situazioni. Lukas Brud, segretario generale dell'IFAB, ha spiegato alla Press Association il processo che sta portando verso la revisione della norma (o, più che altro, del modo in cui il fuorigioco verrà sanzionato o meno).

"Con il VAR vediamo alcune cose andare in una direzione che va corretta. Se si impiegano minuti per capire se una posizione sia regolare o irregolare, vuol dire che non siamo ad avanti ad un chiaro ed evidente errore e quindi va seguita la decisione presa in campo".

Per l'IFAB si è travisato il concetto alla base del protocollo VAR: intervenire per correggere gli errori chiari ed evidenti. Dunque errori millimetrici da parte dei guardalinee, nel prossimo futuro, non potranno essere corretti dal VAR.

"Va ripetuto che il principio di ‘chiaro e ovvio' errore va applicato a tutte le situazioni che vengono riviste al VAR o dall'arbitro. In teoria un fuorigioco di un millimetro è un fuorigioco, ma se in campo non viene ravvisato il fuorigioco e il VAR ha bisogno di utilizzare cinque, sei, sette, 10 o 12 telecamere per stabilire se si tratti o meno di fuorigioco, allora bisogna seguire la decisione iniziale. Se il video mostra una posizione di fuorigioco evidente, allora è fuorigioco. Se non è evidente, dunque la decisione non può essere cambiata e resta quella presa inizialmente".

La linea dell'IFAB diventerà una direttiva ufficiale nel corso delle prossime settimane, presumibilmente in tempo per essere applicata già in occasione degli ottavi di finale di Champions League, quando ogni decisione potrà indirizzare le sorti della competizione più importante a livello di club.

"Comunicheremo un aggiornamento nelle prossime settimane a tutte le competizioni che stanno utilizzando il VAR".

La regola sul fuorigioco e il rischio della discrezionalità

Il VAR era diventato particolarmente efficace sulle situazioni di fuorigioco grazie all'utilizzo della tecnologia Cross Air. Al netto di un ridotto margine di errore, il sistema era ormai in grado di determinare con estrema esattezza la posizione di un qualsiasi punto del corpo in campo: da qui il numero elevato di gol annullati per pochi millimetri o centimetri negli ultimi mesi. Una situazione che è diventata quasi un caso politico in Inghilterra, in particolare, con pressioni sulla FIFA per modificare l'utilizzo del VAR sul fuorigioco. Quello che sta per accadere ad opera dell'IFAB.

Il rischio che si corre, adesso, è la discrezionalità: la causa più comune di errori arbitrali (e conseguenti polemiche) nella storia del calcio. L'attuale metro di giudizio sul fuorigioco, sicuramente molto severo, ha il grande vantaggio di essere oggettivo, rispettoso al regolamento alla lettera, forte di un supporto tecnologico in grado di individuare errori con precisione millimetrica. Bianco o nero, drastico e crudele, senza possibili interpretazioni. Quelle interpretazioni che tra tolleranza e discrezionalità, nei prossimi mesi, depotenzieranno l'utilità del VAR sui casi di fuorigioco.