Tricolore ed Europa tra gioie e dolori: Juve, Milan, Lazio e Udinese puntano al successo

Ancora annebbiato dalla rabbia di Parma, per il pareggio ma soprattutto per i rigori non concessi, Antonio Conte domani ritroverà un amico di vecchia data: Vincenzo Montella. Nel nuovo bellissimo salotto della Torino "bene" calcistica, la Juventus affronterà infatti il Catania, una delle squadre più in forma di questo campionato, reduce da una rotonda vittoria casalinga ai danni dello "sparring partner" migliore che, al momento, il campionato può offrire: il Genoa. Altra sfida interessante andrà in sena in quel di Cesena, dove i rossoneri di Massimiliano Allegri proveranno a cavalcare l'onda del recente successo europeo per espugnare il Manuzzi. Un'aria totalmente diversa si respira in casa Lazio. Dopo la sonante batosta subita per mano dell'Atletico Madrid, i bianco-celesti cercano un pronto riscatto in campionato, ma l'incontro di domenica sera contro un Palermo in grande spolvero sembra davvero una sfida ostica. Meno proibitiva, sulla carta, appare la partita dell'Udinese contro il Cagliari, ma i friulani sono decimati dagli infortuni, quindi la gara è ben lontana dal sembrare una passeggiata. Vediamo, nel dettaglio, come i mister delle attuali "magnifiche quattro" della Serie A si stanno preparando per affrontare la 24a giornata.
Juventus-Catania è tutto, fuorchè un match dal risultato scontato – La macchina bianconera è una Ferrari che ha, però, lo stesso problema di guida che aveva, negli anni scorsi, la Red Bull a striscie rossonere. Tolto, infatti, Pirlo dal motore ecco che il pilota comincia ad avere problemi. L'aeroplanino, che di motori se ne intende, lo sa ed ha studiato le contro mosse (quasi tutte argentine) per togliere ossigeno al cervello juventino. Sarà una partita interessante che si giocherà anche sulle rispettive panchine tra due allenatori emergenti che, domenica dopo domenica, stanno conquistando sempre più consensi.

Al Manuzzi va in scena Cesena-Milan, una sfida da "maneggiare con cautela" – I rossoneri, ancora ubriachi di gioia per la vittoria in Champions con l'Arsenal, faranno bene ad aprire gli occhi perchè, quasi certamente, Daniele Arrigoni non farà gli stessi errori di Arsene Wenger. I campioni d'Italia, avvantaggiati dal giocare il giorno dopo conoscendo il risultato bianconero ma ancora privi di Zlatan Ibrahimovic (attesa solo per il 23/2 la sentenza sul ricorso per la sua squalifica), troveranno un Cesena chiuso e pronto a ripartire grazie ai nuovi innesti di Pudil (ex Slovan Liberec, Genk e Granada, in passato seguito anche dalla Fiorentina del ds Corvino) e Iaquinta che con Mutu forma una coppia che, fino a qualche anno fa, avrebbero fatto tutti carte false per avere. Pomeriggio particolare per Allegri, che tornerà sulla scena del delitto, dove perse malamente per la prima volta (colpa degli arbitri di sinistra, si disse il giorno dopo), e dove sarà chiamato a scelte importanti: Pato o El Shaarawi? Dubbio amletico per "Acciughino" che potrebbe addirittura pescare dal mazzo il jolly Maxi Lopez definito da Silvio Berlusconi: "uno tosto". Non sarà, certo, il "Van Basten" di turno ma anche l'argentino (che in molti sottovalutano) potrebbe dire la sua da quì fino alla fine del campionato. Intanto, se il Milan ha sbancato Udine (crocevia della stagione) lo si deve quasi esclusivamente al biondino che proprio Vincenzo Montella aveva segregato in panchina preferendogli Bergessio e Gomez.

Udinese e Lazio cercano il riscatto in campionato – Il sipario sulla ventiquattresima di Serie A si chiuderà, infine, con il ritorno in campo delle due deluse compagini italiane, uscite a pezzi dall'andata dai sedicesimi di Europa League. I friulani, nel gelo di Udine, hanno mostrato segni di stanchezza. In debito di ossigeno, e senza Totò Di Natale, i ragazzi di Guidolin hanno evidenziato preoccupanti limiti in fase offensiva. I 90 minuti europei hanno anche certificato che questa Udinese, senza il capitano e giocatori come Isla e Armero (ed ora anche senza Pinzi, infortunatosi proprio con il Paok) è poca cosa di fronte ad un avversario che "piazza un pulmann" davanti al proprio portiere, difendendosi per tutti i novanta minuti. L'esame Cagliari, seppur tra le mura amiche, arriva così nel momento peggiore. Se Udine piange, di certo Roma non ride. La Lazio, che è attesa da un impegno duro come quello della Favorita contro il Palermo di Fabrizio Miccoli (capitano che dovrebbe rientrare dopo i problemi fisici dei giorni scorsi), vuole rifarsi dopo la sconfitta e mettersi al riparo dalle polemiche che arriverebbero sicure in caso di ennesimo passo falso. La sconfitta contro l'Atletico dell'indimenticato Simeone ha lasciato il segno ed evidenziato tutti i limiti dell'undici di Edy Reja, ancora alla ricerca di quella continuità necessaria per ambire, veramente, all'Europa ed al terzo gradino del podio italiano.