Trapattoni vs Guardiola: “Troppo tiki taka e pochi tiri in porta, il calcio è altro”
Giovanni Trapattoni è stato il simbolo del calcio concreto. Pochi fronzoli e tanta sostanza nelle squadre allenate dall’esperto tecnico italiano durante la sua lunghissima e vincente avventura in panchina. Doti che ha conservato per la verità anche dietro ai microfoni, come confermato dalla nuova carriera da commentatore Rai, che gli ha fatto guadagnare qualche critica per il suo essere troppo sanguigno. Ma il Trap è così, prendere o lasciare. Basti pensare che nella sua filosofia di calcio non rientra sicuramente l’ormai famoso tiki taka, marchio di fabbrica di Pep Guardiola.
In un’intervista alla Bild, l’ex commissario tecnico della Nazionale italiana si è così espresso a proposito del gioco palleggiato impostato anche al Bayern dal suo giovane collega: “Il calcio moderno vede un possesso palla esagerato, sempre lì a far e tick, e tack, e tick, e tack… e poi magari il primo tiro in porta arriva al 27′. Serve incisività per andare alla ricerca del gol, i centrocampisti non possono effettuare passaggi arretrati anche quando si è a 70 metri dalla porta. Che poi, questo continuo fraseggio fu portato da Liedholm al Milan una trentina di anni fa, ma lì si vedeva anche la voglia di tirare ed arrivare in rete. Guardiola ha estremizzato il tutto in maniera davvero troppo esagerata”.
Un’esagerazione che in alcuni frangenti non è stata gradita alla dirigenza bavarese, nonostante i risultati di una squadra che almeno in patria ha vinto tutto. E chissà che a fine stagione con l’avvento di Carlo Ancelotti la musica cambi per un calcio con meno fraseggi e più concretezza, che sicuramente strapperebbe gli applausi anche del Trap. Bisognerà però assolutamente unire il bel gioco ai risultati, soprattutto in Europa vero tasto dolente della gestione Guardiola almeno fino a questa annata ancora da concludere.
