Il Napoli sta vivendo forse il momento migliore della gestione De Laurentiis. Da quando il patron ha preso in mano il club mai si stava lottando in modo così concreto per un obiettivo importante come lo scudetto. Una realtà, tangibile, che vede gli azzurri in un testa a testa con l'eterna Juventus che non sembra voler finire mai ma che il Napoli sta gestendo nel miglior dei modi, mantenendo la leadership della classifica.

L'altra faccia del Napoli.

In testa, ma con l'ansia per il futuro.

Eppure, l'ambiente è agitato forse più del dovuto. Il primo scossone è arrivato dal mercato di gennaio, dove si sono contati più i colpi a vuoto di quelli effettivamente realizzati. Tante voci, tanto lavoro per Giuntoli, nessuna novità per Maurizio Sarri. L'uomo del momento ancor più di Hamsik o Mertens. E' lui, infatti, l'ago di una barometro che oggi indica il sereno ma che presto potrebbe portare scure nubi sui cieli di Napoli.

Sarri sì, Sarri no.

Tutto dipende da Maurizio Sarri. Non solo i risultati sul campo ma anche il progetto tecnico attuale. L'allenatore deve ridiscutere gli accordi con la proprietà e non sarà una formalità. Napoli gli ha permesso di esprimersi a livelli importanti, sia nazionali che europei, facendolo conoscere al mondo. E adesso il mondo chiama.

Il futuro prossimo: tra scudetto, contratto e mercato.

Non è un caso infatti che lo stesso Sarri sembri non voler parlare di rinnovi e contratti. Resta concentrato sul pezzo, certo che che sia quella la strada migliore per sedersi a giugno attorno ad un tavolo. Oggi sarebbe prematuro dare o accettare condizioni con nulla di concreto in mano. Davanti ad un obiettivo raggiunto, tutto cambierebbe.

La carriera di allenatore di Sarri: dal 2000 sulle panchine d’Italiain foto: La carriera di allenatore di Sarri: dal 2000 sulle panchine d’Italia

La priorità di Sarri: vincere.

E non appare nemmeno un ricatto sottaciuto: è semplicemente la fermezza di chi pone davanti a sè e si assume le proprie responsabilità. Vincere è la priorità, il resto deve attendere. Il mandato era preciso come il progetto: conquistare lo scudetto, per il quale è nato un patto di ferro tra proprietà, giocatori e tecnico. Per il quale si sta lavorando settimana dopo settimana e con il quale Sarri avrà un potere contrattuale fortissimo.

Il tricolore: collante per aprire un ciclo.

Ciò non significa un addio annunciato perché ciò potrebbe accadere soprattutto se si fallisse la stagione. In caso d'insuccesso sarebbe proprio il Napoli a guardarsi altrove così come De Laurentiis ha già dimostrato di fare in passato. In questo senso, lo scudetto sarebbe il collante perfetto per un nuovo mercato – questa volta fatto di colpi concreti – estivo dove l'allenatore potrebbe imporre nuove idee e scelte tecniche e la proprietà pretendere garanzie contrattuali consone. E sì, in quel caso aprire un vero e proprio ciclo.