Igli Tare è sconvolto per il forte terremoto che ha colpito l'Albania. Una scossa di magnitudo ha colpito la costa settentrionale del Paese del direttore sportivo della Lazio, per un bilancio attuale che parla di 13 morti e almeno 600 feriti. L'ex attaccante, ai microfoni di Adnkronos ha promesso aiuto ai suoi connazionali: "Farò tutto il possibile per aiutare il mio popolo, cercherò più che posso di dare una mano".

Terremoto in Albania, 13 morti e più di 600 feriti

Ore difficili per l'Albania. Una scossa di terremoto di magnitudo 6.5 alle 2.54 ha fatto tremare la zona settentrionale del Paese, nei pressi di durazzo. Ipocentro a 10 chilometri di profondità ed epicentro tra Shijak e Durazzo, per un sisma avvertito anche in Italia, e soprattutto in Puglia in particolare a Bari, Brindisi, Foggia, Lecce e Taranto, Basilicata, Campania e Abruzzo. Il bilancio attuale al momento è pesantissimo con 13 morti e circa 600 feriti, con numerosi crolli di palazzi e case soprattutto nelle città di Durazzo e Thunama. 

Igli Tare, direttore sportivo della Lazio, sconvolto per il terremoto in Albania

Profondamente addolorato per quanto accaduto nel suo Paese Igli Tare. Il classe 1973 albanese dopo la carriera in patria e in Germania è approdato in Italia dove ha vestito da centravanti le casacche di Brescia, Bologna e Lazio. Nel 2008 la sua carriera è proseguita con il club capitolino, in un’altra veste: quella di dirigente. Al momento Tare è uno dei direttori sportivi più apprezzati del panorama calcistico italiano, soprattutto per la sua abilità nello scovare talenti. Il dirigente della Lazio ai microfoni dell'Adnkronos ha promesso aiuti ai suoi connazionali, sconvolti dal forte terremoto.

Tare pronto ad aiutare il popolo albanese

Queste le commosse parole di Igli Tare dopo il terremoto in Albania: "È una tragedia che ha profondamente scosso me e la mia famiglia, una tragedia immane. Sembra che il numero delle vittime sia destinato ad aumentare, io mi auguro con tutto il cuore il contrario. Farò tutto il possibile per aiutare il mio popolo, cercherò più che posso di dare una mano".