Nessun rancore e nessun rimpianto per aver lasciato il Milan. Suso ha già voltato pagina. L'Italia, la maglia rossonera, la Serie A che è stata una bella esperienza (anche se conclusa male) e infine la decisione di tornare in Spagna tra le fila del Siviglia. È in Andalusia, in uno dei club che nella storia recente s'è imposto all'attenzione per le vittorie in Europa League, che l'ex esterno del Liverpool ha scelto di ripartire per rilanciarsi.

A San Siro non c'era più spazio per lui e, quando ha capito che ci sarebbero state sempre meno occasioni per giocare, ha deciso di cambiare aria. Lo ha fatto a gennaio, nell'ultima sessione di mercato: ha svuotato l'armadietto, salutato amici e compagni poi s'è imbarcato sul primo volo utile per raggiungere la nuova destinazione. Come si trova adesso? Lo dice ai microfoni di Diario de Sevilla e le sue parole sono una finestra spalancata sul futuro.

Voglio restare al Siviglia – dice Suso -. Ho firmato per un anno e mezzo ma spero che il rapporto possa continuare anche dopo quella data.

Cosa è successo e perché col tempo ha perso centralità nel gioco del Milan? Il club sembrava aver scommesso su di lui al punto da mettere una clausola da 40 milioni in calce al suo contratto. Le cose sono andate diversamente… a spiegarle è lo stesso calciatore.

Al Milan ho vissuto degli anni difficili da capire per chi osserva le cose dall'esterno perché ci sono stati cambi di proprietà e anche di allenatori. E quando il Milan a inizio anno ha giocato due partite senza di me e ha vinto in quel momento ho capito che era inutile continuare e dovevo cambiare squadra.

Suso ha citato anche il cambio di allenatore quale causa delle difficoltà incontrate. È andato via per "colpa" di Pioli, giunto dopo Giampaolo?

Non c'è stato alcun problema con lui – ha concluso l'ex rossonero – ci siamo parlati sempre in modo chiaro. Auguro al Milan, all'allenatore e ai miei ex compagni il meglio. Mi è dispiaciuto per come è andato il derby.