Antonio Conte è tornato nella sua Lecce alla guida dell'Inter ma, nonostante le parole del tecnico alla vigilia del match, l'accoglienza che ha ricevuto è stata tutt'altro che amichevole. E gli striscioni esposti sugli spalti del "Via del Mare" durante la partita sono la testimonianza diretta di come buona parte della tifoseria salentina non veda di buon occhio l'allenatore. Non c'è rischio di cattiva interpretazione, il messaggio è stato molto chiaro e viene scandito da un paio

Conte uomo senza identità. Sei la merda della nostra città.

Perché tanto astio nei confronti dell'ex commissario tecnico della Nazionale? Le ragioni sono essenzialmente due: la prima fa riferimento alla rivalità sportiva molto forte che c'è tra i giallorossi salentini e il Bari; la seconda sembra più di carattere strettamente personale e relativa alla stagione attuale.

  • I tifosi del Lecce non hanno mai perdonato a Conte di essere stato alla guida degli "acerrimi" rivali del Bari.
  • I leccesi non hanno mai perdonato a Conte qualche esultanza di troppo da giocatore, in occasione di gol contro.
  • Ciò che ha fatto esplodere l’antipatia è stato un episodio in occasione del suo primo anno sulla panchina dei "galletti": il Lecce era proiettato verso la promozione, il Bari era stato salvato da Conte subentrato a Materazzi. Conte spinse la squadra a non tirare indietro la gamba e vinse 4-0 costringendo il Lecce ai play off per la promozione.

Eppure la vigilia dell'incontro era stata contrassegnata dalle frasi molto concilianti di Conte che aveva ricordato con affetto la città natale e dalla quale è partito per diventare prima calciatore della Juventus e poi fare carriera anche come allenatore.

Lecce è la mia città dove sono cresciuto e dove ho i miei parenti – aveva ammesso in conferenza stampa -. Tornare al Via del Mare è sempre qualcosa di speciale… lì ho esordito con quella maglia, ho fatto tanti anni ed è inevitabile che il Lecce sia nel mio cuore e ci resteranno per sempre.

Parole che non sono bastate. Anzi, proprio la "sua" Lecce gli ha teso una trappola in senso sportivo: il pareggio (1-1) rimediato contro i giallorossi di Liverani (Mancosu sigla la rete decisiva dopo il vantaggio di Bastoni) frena ancora una volta la marcia dell'Inter nel duello scudetto contro la Juventus.