Il successo di Cagliari ha riportato il sereno in casa Milan. Non una schiarita definitiva ma di certo una ventata d'aria nuova come non capitava da tempo e con i nuvoloni che si erano visti sopra San Siro nell'ultima uscita stagionale è già un successo. Targato Stefano Pioli. L'allenatore dei rossoneri ha fatto le scelte giuste, da un lato assecondando le volontà di Ibrahimovic da un altro inserendo in campo i migliori uomini nei rispettivi ruoli. Semplice? Sì, soprattutto se i risultati ti danno ragione perché si sa, il calcio è traditore: se al 90′ non porti a casa i tre punti, avrai sempre torto.

Questo Milan la sua ragione l'ha avuta a Cagliari per tutti i 90 minuti. Modulo semplice, un 4-4-2 senza fronzoli, con gli uomini giusti al posto giusto, scegliendo nella rosa chi stava meglio e meglio si adattasse all'idea tattica per affrontare i sardi. Laterali offensivi veloci (Leao e Callejon), una punta di peso (Ibrahimovic), sostanza e gambe a centrocampo (Kessie, Benaccer e Calhanoglu) conferme in difesa davanti a Donnarumma (Calabria, Musacchio, Romagnoli ed Hernandez).

La ‘rivoluzione' della semplicità

La ‘rivoluzione' di Pioli è iniziata dunque dalla semplicità ed è stata dimostrazione di grande sagacia e intelligenza da parte di un tecnico che da quando ha preso possesso della panchina ha gestito ogni situazione – anche spinosa – sempre in punta di piedi, seguendo il proprio credo di lavoro: serietà e chiarezza. E con il Cagliari ha tolto tutti i giocatori che avrebbero potuto creare equivoci in campo: Paquetà in mediana, Suso sulla trequarti, Piatek in attacco.

Prima i risultati, poi il gioco

Al momento ha avuto ragione lui, Pioli, con una gara dominata in gran parte, soprattutto all'inizio e la sensazione che chi sia sceso in campo l'abbia fatto dando il massimo nel modo migliore. E' vero, i gol sono arrivati da momenti di gioco fermo, seguiti a calci di punizione. Per il fraseggio, il possesso, la gestione c'è ancora lavoro da fare, ma la strada sembra giusta. E se in tutto questo, Stefano Pioli verrà aiutato da Ibrahimovic, allora il Milan non potrà che crescere. Prima nei risultati e poi nel gioco.