Sneijder confessa: “Per me Mourinho è come un padre”

Domani lo rivedrà in campo, ma sarà dall'altra parte della barricata e un po' gli dispiacerà. Capita a Wesley Sneijder che con la maglia del Galatsaray sfiderà il suo passato. Per l'olandese non sarà una partita come le altre e non c'entra la posta in palio. Abbraccerà Mourinho, tecnico del Real e suo pigmalione all'Inter, poi proverà a non lasciarsi sopraffare dalla devozione e dalla nostalgia canaglia. "Per me è stato come un secondo padre". Frase emblematica che l'orange mette in cima all'intervista concessa al quotidiano spagnolo, Marca. "Lui non è come tutti gli altri, è speciale. Ti sprona, ti aiuta quando non sei in forma, è attento a tutto e sa sempre come aiutare i giocatori". Dal triplete in nerazzurro fino alla diatriba sul suo addio prima di trasferirsi sulle rive del Bosforo: molto è cambiato ma nel calcio i ricordi fanno statistica e accendono i tifosi, il campo li spazza via in un attimo. "Non ho brutti ricordi dei miei trascorsi a Madrid – ha poi aggiunto Wes -. Il primo anno è stato molto buono e abbiamo vinto la Liga. Il secondo anno è stato più difficile per me, ma non cambia il fatto che ho bei ricordi al Real". Domani si gioca, in palio c'è la qualificazione alla semifinale e non ci sarà spazio per i sentimentalismi. "Sono fiducioso. Sappiamo che sarà una partita molto difficile, ma abbiamo una buona squadra".