La storia rossonera insegna: il ritorno a Milanello dei grandi campioni è sempre stato un flop. Nessuno è infatti riuscito ad essere determinante come un tempo: da Gullit a Kakà, passando anche per Sacchi e altri giocatori. Nemmeno Andriy Shevchenko: tornato al Milan nel 2008, dopo due stagioni anonime con il Chelsea di Roman Abramovich. L'attuale commissario tecnico dell'Ucraina ha però parlato in termini positivi dell'eventuale clamoroso ritorno in rossonero di Zlatan Ibrahimovic.

"Se Ibrahimovic vorrà tornare in Italia e sarà in condizione, potrà dare ancora tanto – ha spiegato l'ex Pallone d'Oro del Milan, in un'intervista concessa al ‘Corriere della Sera' – È un ragazzo a posto, ha un enorme curriculum. Ovunque è andato ha fatto bene: se vuole tornare potrà fornire una grande mano alla squadra. Contano le motivazioni: accettare il Milan significherebbe assumersi grandi responsabilità. È alla fine della carriera, non sarebbe un passaggio qualsiasi".

La prima proposta del club rossonero

Dopo le parole di Antonio Nocerino, che nei giorni scorsi ha sottoscritto l'idea del club di via Aldo Rossi, e a poche ore dalla breve dichiarazione di Stefano Pioli ("Ibrahimovic è un grande"), anche l'ex attaccante ucraino ha voluto dire la sua su quello che potrebbe alla fine diventare il colpo di mercato di questa sessione invernale che sta per cominciare.

In occasione del recente incontro con Mino Raiola, agente dello svedese, Maldini e Boban hanno intanto fatto la loro prima offerta: un contratto da un anno e mezzo di contratto, con un ingaggio di 6 milioni di euro complessivi. Una proposta che Raiola ha fatto arrivare al gigante di Malmoe e che verrà presa in considerazione nei prossimi giorni, quando il trentottenne attaccante dovrà dare una risposta e chiarire quale sarà il suo futuro.