La tecnologia, il VAR, la moviola, le polemiche e l'evoluzione nel corso del tempo. Tutto fa parte del calcio 2.0, quello moderno, votato ad aiutare il lavoro degli arbitri, di evitare problemi e soprattutto critiche ai direttori di gara. Un compito improbo, che però nelle ultime stagioni è stato reso oggettivamente più semplice con le telecamere a bordo campo. Evoluzione finale che ha acceso nuove discussioni ma che i dati a disposizioni confermano essere stata un'intuizione positiva.

In occasione dell’incontro tra gli arbitri e i club con la presenza di allenatori, dirigenti e calciatori  si sono rese note alcune statistiche che determinano l'utilizzo e l'impiego del VAR in Serie A. Dati asettici che però delineano la gestione della tecnologia capendo dove intervenire e migliorare. Ad esempio si è già a un intervento quasi ogni due partite, mentre l’anno scorso a questo punto della stagione il rapporto era uno a quattro e questo dato significa che gli arbitri hanno necessità di un supporto quasi costante.

Aumento delle espulsioni e ammonizioni

Un elemento che per il designatore Rizzoli non è positivo ma allarmante: "Stiamo arbitrando peggio, abbiamo necessità di aiuto e qusto non va bene ma è frutto del regolamento cambiato". Poi un dato importante è legato ai cartellini:  le ammonizioni sono salite del 16,7% passando da 535 a 621 mentre  le espulsioni sono passate da 15 a 40 con un aumento del 167%.

Episodi VAR: oltre 6 a partita

Gli episodi controllati sono stati 790 cioè 6,6 a partita, contro i 637 (5,4 a gara) dello scorso campionato. In merito al tempo medio di utilizzo del Var, per le decisioni occorrono in media 32 secondi: tempi che salgono quando si tratta di una correzione del Var (1 minuto e 23 secondi in media) e che arrivano fino a 2 minuti e 11 secondi quando l’arbitro deve rivedere l’azione al monitor