In attesa del regalo più prezioso di Babbo Natale, il Milan scarta vittoria e tre punti al Dall'Ara e prende un'altra boccata di ossigeno per la propria classifica. La seconda trasferta emiliana ha portato fortuna al Diavolo che, a pochi giorni dal suo 120esimo anniversario, torna a rivedere da vicino una posizione di classifica più consona al suo blasone. Per il Bologna è stata invece una serata da dimenticare. La squadra di Mihajlovic non ha infatti offerto una buona prestazione, giocando per quasi tutta la gara con poca personalità e poca cattiveria.

Torna al gol Piatek

Mihajlovic è in panchina e guida una squadra senza Medel (squalificato) e Orsolini: spedito tra le riserve. Nella mediana rossoblù c'è Schouten, mentre davanti Skov Olsen è in campo per dare una mano a Palacio. Il Milan è lo stesso di Parma, con Paquetà in panchina e Bonaventura e Piatek sul terreno di gioco. E proprio il polacco, il grande assente in queste ultime settimane, è bravo a procurarsi (e a realizzare) il rigore che sblocca la gara al quarto d'ora. Sotto di un gol, e nonostante le urla che arrivano dalla panchina, il Bologna non riesce però a reagire.

Di fronte ad un avversario molle, il Milan controlla e si presenta con facilità a ridosso dell'area di Skorupski. Il raddoppio della squadra di Pioli arriva così al 32esimo, quando Suso trova un filtrante perfetto per Theo Hernandez che solo davanti al portiere rossoblu, firma il suo secondo gol consecutivo dopo quello di Parma. È il Milan a fare la partita e incredibilmente anche a riaprirla, perché il gol che dimezza il passivo e manda le squadre negli spogliatoi è un tocco sfortunato di Theo Hernandez che batte Donnarumma sugli sviluppi di un corner bolognese.

Bonaventura cala il tris

L'inizio di ripresa è da incubo per il Bologna. neanche il tempo di aggiustarsi in campo, che Tomiyasu rinvia sul sinistro di Bonaventura: parabola imprendibile dal limite e 3-1 per i rossoneri. Dopo una flebile reazione di Poli e Svanberg, e una girata in bello stile di Calhanoglu, Mihajlovic decide di mettere chili nell'area milanista con l'ingresso di Santander che prende il posto di Dzemaili e va a sistemarsi di fianco a Palacio. La decisione qualche problema a Romagnoli e compagni lo crea, ma la formazione bolognese non è molto precisa in fase offensiva.

L'ingresso di Orsolini, che entra in contemporanea a Paquetà (fuori Bonaventura), sbilancia ulteriormente i felsinei per l'ultimo spezzone di gara. A sette minuti dal termine Theo Hernandez regala una speranza ai padroni di casa e macchia la sua partita con il fallo da rigore su Santander: un penalty certificato dal Var e realizzato da Sansone. Il 3-2 riporta in avanti il Bologna che assalta l'area rossonera fino al 95esimo, quando l'arbitro decide di mandare le squadre negli spogliatoi e chiudere questa quindicesima giornata di campionato: un turno ancora una volta favorevole a Pioli, che torna a sorridere dopo le difficoltà delle scorse settimane.