Termina il calciomercato internazionale e cominciano, di pari passo, a farsi strada bilanci, giudizi ma anche semplici conteggi per capire, in realtà, quanto denaro è stato investito in questi mesi. E alla fine dei giochi, il responso è esagerato. Almeno, per i primi cinque campionato del vecchio continente che, in questo lasso di tempo, hanno speso 5 miliardi e 460 milioni di euro. Di cui 1.18 miliardi provenienti dalla Serie A. una autentica miniera d'oro, per un volume d'affari davvero notevole. E così, vediamo nel dettaglio quali club nostrani hanno messo più danaro in questa campagna acquisti estiva.

Juventus regina d’Italia, ancora una volta con 188.5 mln

In testa, in questa classifica dei club più spendaccioni del Bel Paese, non poteva mancare la Juventus di Sarri che, anche quest’anno, come ormai accade da quasi un decennio, si piazza in primissima posizione con 188.5 milioni di euro spesi. Di cui ben 85.5 per il solo De Ligt dall’Ajax. Un patrimonio del calcio europeo, un talento inseguito un po’ da tutte le big, Barcellona compreso, un affare di quelli che daranno copiosi dividendi qui e oggi ma anche nei prossimi 10/15 anni. E poi, di fianco al gioiello olandese, altri 100 milioni fra Danilo, Romero, Pellegrini e Demiral. Obiettivi per l’immediato presente, ma anche per il prossimo futuro a cui si affiancano tre innesti a zero, Ramsey, Rabiot e Buffon, paradossalmente/potenzialmente, più determinanti di quelli appena acquistati.

Inter seconda, l’effetto Lukaku si fa sentire (anche sul campo)

In seconda posizione, quasi per ristabilire, almeno sul mercato, la lotta fra Inter e Juventus nel più classico derby d’Italia, ecco l’Inter dell’ex Conte. Che, prima di accettare la sfida nerazzurra, ha ricevuto ampie rassicurazioni sulla campagna acquisti. Che, poi, alla fine, si è rivelata di tutto rispetto. Per una spesa complessiva da 155 milioni di euro con Lukaku, a quota 65, come fiore all’occhiello dell’estate meneghina. Occupata, ormai da inizio anno, dall’affaire Icardi volato poi a Parigi. A rimpinguare il quadro delle spese nerazzurre: Lazaro (22 mln), il riscatto di Politano, fissato a 20 milioni, il prestito oneroso da 12 milioni di Barella, i riscatti di Radu, Salcedo e Brazao per 26.5 milioni totali, e gli innesti di Sensi e Agoume da 9.5 milioni.

Napoli terzo, a 128 milioni di euro

Al netto delle tante polemiche social che vedono protagonisti i tifosi del Napoli, stanchi, a loro detta, di assistere a mercati non troppo soddisfacenti, e dunque privi di colpi da novanta. Gli azzurri hanno mantenuto tutti i big in rosa, messo sul piatto qualcosa come 128 milioni di euro prelevando una serie di innesti niente male. Basti pensare a Manolas (36 milioni di euro), all’asso Lozano, pagato 38 milioni, al prospettico Elmas (16 mln), al buon Di Lorenzo (8 mln) ma anche all’esperto Llorente. Per una squadra completa, ricca di alternative e pronta ad affrontare una stagione lunga e molto, molto ambiziosa di quanto non raccontino le recenti trattative, come quella per James, svanita nel nulla.

Milan e Roma appaiate: entrambe si fermano a 109 milioni

E poi, a chiudere questa top five dei club che hanno contribuito maggiormente alle spese globali della Serie A, con 690 milioni investiti sugli 1.18 miliardi totali, ecco Milan e Roma. Che, sorprendentemente, sono riusciti a concludere la loro sessione estiva con lo stesso importo versato: 109 milioni di euro. Con alcuni riscatti, vedi quello di Kessié da 24 milioni di euro o quello di Cristiante da 21 milioni, ad aumentare il conto totale. Che è cresciuto con Rafael Leao (25 mln), Hernandez (20 mln) ma anche con Spinazzola (29 mln) o Pau Lopez (23.5 mln) per raggiungere i 109 milioni e due colpi, all’ultimo giorno utile, di sicuro importanti: Mkhitaryan (3 mln per il prestito) e Rebic (5 mln per il prestito biennale).

Chi ha il saldo in rosso? Inter, Milan e Napoli

E poi, per finire, ecco la sintesi dei saldi, fra entrate e uscite, peggiori della Serie A. E in questo breve elenco, ecco che troviamo l'Inter, capace sì di rilanciarsi ma anche di perdere qualcosa come 103 milioni di euro condividendo però la stessa sorte col Milan, a -75.5 e il Napoli a -71.8. C'è da dire però che tutte queste perdite sono giustificate anche dalla modalità delle cessioni più in voga in questo periodo: vale a dire il prestito oneroso, o gratuito, con obbligo di riscatto. Una formula particolare ma che consente alle società, l'anno successivo, di ricevere danaro fresco per ripianare le attuali perdite. Fra le top five in rosso, poi, anche il Bologna a -39.4 e il Cagliari a -21.9. Con i sardi, nel caso di specie, la prossima estate a incassare i 25 milioni del riscatto di Barella e quindi in grado di ristorare il proprio bilancio.