L'Inter è tornata in testa alla classifica grazie alla vittoria sulla Spal. Dopo 14 giornate, la squadra di Conte lancia la sfida alla Juve di Sarri. La corsa scudetto per ora non vede altri concorrenti credibili. Inter e Juve raccontano caratteri diversi, forme differenti di cambiamento rispetto al passato recente, tanto nel quadro d'insieme quanto nei singoli reparti. La classifica certifica lo stato attuale di sviluppo: l'Inter è meno sofisticata e per questo più compiuta, la Juve è più lontana dalla piena realizzazione del suo potenziale.

La sfida dei portieri

L'Inter, che per la prima volta nella sua storia ha vinto 12 delle prime 14 partite di campionato, conta sulla garanzia di Handanovic che completa meno parate di media rispetto al numero 1 bianconero Szczesny (3.6 contro 4, dati Whoscored) ma è più efficace di fronte alle conclusioni dalla distanza (2 parate contro 1.7 su tiri da fuori area in media). Handanovic gioca anche più con i piedi, una caratteristica sempre più ricercata nell'interpretazione moderna del ruolo di portiere: 32.4 passaggi di media contro i 20 di Szczesny, più preciso però nei lanci lunghi.

I modelli difensivi a confronto

Conte ha iniziato la sua carriera da allenatore con la costruzione di un 4-2-4 particolarmente offensivo. Anche nel suo primo anno alla Juve partì con la difesa a quattro. Secondo una versione dei fatti non ufficialmente confermata, riportata recentemente dal Corriere dello Sport, il passaggio alla difesa a tre sarebbe avvenuto grazie a Giorgio Chiellini che aveva vinto il campionato di B nel Livorno di Mazzarri. Conte non ha più abbandonato il 3-5-2, su cui ha orientato anche la campagna acquisti estiva dell'Inter.

Godin, pur criticato per le ultime prestazioni, è il giocatore con la media più alta di contrasti (insieme a D'Ambrosio) e intercetti nella rosa. Tuttavia, viene dribblato 0.7 volte a partita, più del doppio rispetto a De Vrij, che garantisce una lettura più efficace delle linee di passaggio e si assume anche il ruolo di primo regista dell'azione. L'Inter tende a difendere più bassa, con i centrali stretti a proteggere l'area, anche concedendo qualche cross in più: i tre sulle palle alte sanno come farsi valere.

L’Inter può abbassare i terzini in fase di non possesso e posizionarsi a cinque
in foto: L’Inter può abbassare i terzini in fase di non possesso e posizionarsi a cinque

Diversa la configurazione difensiva della Juve, che in questo limbo ha finito per subire 12 gol, tanti per distrazioni individuali. L'aggressione sull'uomo è un'opzione marginale, e questo ha rallentato l'adattamento iniziale di De Ligt, comunque primo centrale per contrasti (1.1 a partita), abituato a uscire in pressing anche alto sull'avversario nell'Ajax. Sarri stringe la linea a quattro nella zona del pallone e mira al controllo degli spazi. Non stupisce che i leader di squadra per contrasti a partita siano De Sciglio e Cuadrado, in quanto le avversarie della Juve cercano più facilmente di sviluppare gioco sulle fasce o negli spazi di mezzo alle spalle del centrocampo. Sarri predilige una linea alta, per accompagnare il pressing di squadra senza perdere compattezza verticale, chiede di difendere in avanti. I centrali partecipano anche alla costruzione dell'azione. De Ligt completa 48.2 passaggi di media a partita, Bonucci (decisivo nell'uno contro uno) 46: solo Pjanic e Alex Sandro toccano più palloni fra i giocatori con almeno due presenze all'attivo.

Come dimostra questa azione della sfida contro l’Atalanta, la Juve stringe la linea difensiva nella zona della palla (elaborazione Total Football Analysis)
in foto: Come dimostra questa azione della sfida contro l’Atalanta, la Juve stringe la linea difensiva nella zona della palla (elaborazione Total Football Analysis)

Centrocampo: Brozovic e Pjanic, il valore della regia

Due nuovi acquisti hanno rivoluzionato il centrocampo nerazzurro: Stefano Sensi e Nicolò Barella, che ha iniziato la riabilitazione dopo intervento chirurgico in artroscopia per asportare il frammento cartilagineo della rotula del ginocchio destro. Il centrocampo di Conte ha una fisionomia chiara e compiti definiti. Brozovic, miglior assist-man della squadra con De Vrij, è il playmaker chiamato anche a dare copertura alle mezzali quando salgono con o senza palla.

Brozovic è la prima opzione per i difensori quando avviano la manovra
in foto: Brozovic è la prima opzione per i difensori quando avviano la manovra

I tre centrocampisti si stringono in fase di copertura, per provare a convogliare gli avversari verso le fasce, e in più di un'occasione pressano vanno in pressing sull'uomo: a Barcellona, in Champions, Sensi saliva più alto di Barella per andare a contrastare Busquets. In fase di possesso Brozovic, primo per passaggi a partita in Serie A (74.2), si posiziona dietro la prima linea di pressing avversaria per guidare la costruzione del gioco: intanto, salgono gli esterni di centrocampo che giocano a tutta fascia, le mezzali accompagnano all'interno e i due attaccanti si avvicinano.

Il 4-3-3 di Sarri si articola intorno alla regia di Pjanic, quarto per passaggi a partita in campionato. Il bosniaco, capace di distribuire 114 palloni contro la Spal e 115 contro il Brescia, sta emergendo come il più “sarriano” dei centrocampisti bianconeri. Allo stesso tempo, emerge come il reparto non sia ancora omogeneo. Khedira ha pagato un fisico che non sta dietro ai tempi della sua intelligenza di gioco, Matuidi è un fondamentale equilibratore ma non proprio a suo agio nel gioco corto in velocità. Bentancur, miglior assist-man di squadra insieme a Higuain, cresce nel ruolo di mezzala destra capace di aumentare le linee di passaggio nella sua zona di competenza, Rabiot non ha del tutto convinto dopo un'estate incoraggiante, mentre Ramsey sta dimostrando di poter interpretare il ruolo di trequartista nell'ultima evoluzione di Sarri verso il rombo di centrocampo: il gallese tende ad occupare ad occupare una posizione interna e a creare triangoli con uno degli attaccanti e la mezzala più vicina, favorendo così lo scorrimento verticale del pallone per vie centrali.

La ricerca della simmetria emerge dalla mappa dei passaggi della Juve: questa si riferisce alla sfida di Champions League a Mosca contro il Lokomotiv
in foto: La ricerca della simmetria emerge dalla mappa dei passaggi della Juve: questa si riferisce alla sfida di Champions League a Mosca contro il Lokomotiv

Nello scontro diretto, Bernardeschi ha giocato da trequartista, e si è rivelata un'intuizione vincente. In questo modo, l'Inter ha dovuto arretrare Brozovic, che si è allontanato dalle due mezzali, mentre Khedira e Matuidi schermavano i passaggi dalla difesa verso i due esterni. Il progetto bianconero, dal punto di vista offensivo, funziona quando gli interscambi veloci tra attaccanti e centrocampisti riescono a sbilanciare le difese, a creare superiorità in zona palla. Tuttavia, quando la squadra si abbassa o scendono i ritmi, risalire il campo in questo modo diventa più difficile e la giocata individuale torna a fare la differenza.

Attacco: Lukaku-Lautaro show, Sarri fa brillare Dybala

L'attacco è il reparto che più evidenzia la differenza attuale tra le due squadre. L'Inter, in termini di expected goals, produce leggermente meno della Juve (27.6 expected goals totali contro 28.1) ma segna di più (31 gol rispetto ai 25 dei bianconeri). Lautaro Martinez e Lukaku hanno segnato 18 gol in due: è la prima volta dal 2001-02 che l'Inter ha due giocatori con almeno 8 reti all'attivo alla 14a giornata. Il belga è a quota 10 gol (primo nerazzurro in doppia cifra dopo 13 partite nella sua prima stagione dai tempi di Istvan Nyers nel 1948-49) nonostante 3.15 tiri ogni 90 minuti. Lautaro ne tenta 5.41 di media, e con una pericolosità leggermente maggiore rispetto a Lukaku: 0.70 expected goals ogni 90′ contro 0.67.

Il profilo dei tiri di Lukaku (dati Understat)
in foto: Il profilo dei tiri di Lukaku (dati Understat)

Sarri ha alternato diverse configurazioni offensive: tutte hanno finito per esaltare Dybala, tornato a giocare più vicino alla porta, hanno esaltato la centralità di Higuain e oscurato nelle ultime partite Cristiano Ronaldo. “Cristiano privilegia partire dal centrosinistra, ma non è un attaccante esterno, Dybala privilegia partire dal centrodestra, ma non è un attaccante esterno”, ha spiegato Sarri. Il portoghese tira più di tutti, 6.22 conclusioni ogni 90′, e ha la media più alta di expected goals (0.68). CR7 è il capocannoniere della squadra, ma la sua produzione offensiva, in termini di gol stimati ogni 90′, è la più bassa dal 2014-15. Al contrario, quella di Dybala è la più alta da quando è in Italia (0.59 xG ogni 90′) e Higuain è tornato ai livelli della prima stagione in bianconero (2016-17). L'argentino, ha spiegato Sarri, “è l’unico attaccante che può costituire un punto di riferimento” nella rosa attuale.

Il profilo dei tiri di Dybala
in foto: Il profilo dei tiri di Dybala

Allenatore

Finora, Conte ha dimostrato di sapere come compattare presto un gruppo e trasformarlo in una squadra. E' una costante della sua carriera, così come alcune uscite impazienti e critiche contro la dirigenza, figlie di un perfezionismo ambizioso che gli fa accettare le sconfitte con difficoltà.

Sarri è arrivato a Torino sulla scia di una ostentata, e artificialmente costruita, contrapposizione con Allegri in termini di bello contro utile. L'applicazione dei suoi principi non può che adattarsi agli uomini a disposizione, a una filosofia e a una storia che hanno privilegiato la vittoria all'estetica. Per la prima volta nella sua carriera, la sua ricerca di una costruzione collettiva efficiente si combina con la presenza di un campione fuori scala come Cristiano Ronaldo. Sarri l'ha sostituito, con coda polemica poi rientrata, contro il Milan. Il portoghese è tornato a segnare contro il Sassuolo, ma i bianconeri non hanno ancora un'identità. Poggiano più sulle antiche certezze che sulle nuove idee. E non è detto che questa incertezza porti a vincere.