In Italia gli impianti sportivi per il calcio sono assai più vetusti rispetto ad altre realtà europee. In Inghilterra e anche in Germania oramai molti club hanno lo stadio di proprietà per usufruire al massimo dei proventi che ne derivano e non solo dalla vendita dei tagliandi. Delle vere e proprie cittadelle per le famiglie che trovano negozi, supermercati, cinema e altre forme di intrattenimento. Da noi, invece, gli impianti verso questa direzione si contano ancora sulle dita di una sola mano.

Un problema cui si sta ovviando con fatica, attraverso nuove proposte e una crescita costante (ma lentissima) verso nuovi impianti. Dopo il JStadium e il Mapei Stadium sono sorte strutture simili a Udine, Cagliari, Bergamo. A Milano si sta attendendo l'ok del Comune per provvedere alla nuova era senza San Siro e con uno stadio condiviso tra Inter e Milan. In altre realtà – Roma e Napoli – tutto appare invece sempre complicato.

L'aumento dei tagliandi e il ‘caso' Napoli

Intanto, però, i club devono fare cassa e far fronte non solo alle spese che devono affrontare ogni mese ma anche alle entrate che servono per investire e restare ai livelli dei club più importanti. A livello internazionale, tutto ciò si paga in risultati e trofei conquistati dove le italiane latitano oramai da troppi anni. Così, l'aumento degli abbonamenti e dei tagliandi diventa la via più semplice per avere delle entrate garantite. Con qualche eccezione come a Napoli dove al San Paolo De Laurentiis ha ridotto abbonamenti e tagliandi in un trend controcorrente nel clima generale.

La protesta ultrà sulle Curve d'Italia

Gli ultrà e le curve dei tifosi più estremi e sempre al seguito della propria squadra del cuore hanno deciso di tifare contro questo calcio-business e anche nel turno infrasettimanale potrebbero vedersi nei vari stadi diversi striscioni di protesta contro il caro biglietti. Nessuna categoria esclusa, dai campi di A a quelli di B nel motto "Prezzi popolari per stadi più popolati" il motto con cui gli ultras sperano in un'inversione di tendenza.