Mentre in Italia, nonostante l'introduzione del Var, si continua a discutere dell'operato degli arbitri, in Serbia sono invece passati a misure decisamente più drastiche. Dopo aver assegnato un rigore inesistente, il 41enne Srdjan Obradovic è stato addirittura arrestato con l'accusa di abuso d'ufficio. La clamorosa decisione è arrivata dopo la direzione di gara del match di Superliga serba tra Spartak Subotica e Radnicki Nis: una sfida importante per le due squadre, ancora in corsa per un piazzamento nella prossima Europa League.

Come riferito dai media, secondo l'accusa Obradovic avrebbe favorito apertamente la squadra di casa dello Spartak, assegnandole due rigori, uno dei quali assolutamente inesistente, e dirigendo la gara in maniera non imparziale. Le immagini televisive hanno però mostrato che nell'azione del penalty incriminato, la palla non era stata toccata con le mani da un difensore come il fischietto serbo aveva invece fatto capire.

Il processo di Novi Sad

La tesi di corruzione alla quale in molti hanno pensato, ora l'arbitro sarà chiamato a discuterne con il giudice ed eventualmente a tentare di smontare nel processo che comincerà nelle prossime ore a Novi Sad, nel nord del paese. Processo che Obradovic affronterà dopo quarantott'ore di reclusione. L'incredibile episodio delle scorse ore, ha ovviamente fatto il giro del mondo e riportato in prima pagina il malcapitato direttore di gara: peraltro già conosciuto e già contestato più volte da tutti i tifosi.

Promosso arbitro nel massimo campionato serbo nell'autunno del 2012, e membro del primo gruppo di giudici della Superliga, Srdjan Obradovic fu infatti al centro di un caso scoppiato qualche anno fa quando il direttore di gara decise di fare da testimonial ad una nota agenzia di scommesse online in Serbia.