L'Inter è più squadra ma sembra piacersi troppo. La Roma dei giovani vive sulle fiammate individuali, sulla personalità di Zaniolo, migliore in campo, e Under che complica la serata di Asamoah. A Spalletti non basta l'ottavo gol in campionato di Icardi. I nerazzurri, però, possono rimpiangere un secondo tempo passato più a specchiarsi che a cercare di chiudere la partita nell'illusione di poter conservare il controllo sull'andamento del match.

I numeri del match

L'Inter, che in campionato ha tirato meno della Roma, chiude con due conclusioni in più: 17 a 15. La maggiore precisione, 7 tiri a 5 nello specchio), non basta ai nerazzurri che subiscono i 17 dribbling riusciti da parte dei giallorossi, 8 solo da Zaniolo, determinante nel creare superiorità numerica nel corridoio interno di centro-destra. L'Inter sviluppa un possesso palla più insistito,477 passaggi contro 387, e verticalizza di più (335 appoggi in avanti contro i 288 della Roma). Ma sono appena 118 contro i 165 della Roma i palloni diretti verso gli ultimi trenta metri. Così, i soli quattro palloni intercettati a 11 e i 14 contrasti riusciti a 13 non permettono all'Inter di mantenere la solidità difensiva di fronte a una Roma più verticale, seppur spaccata nelle due fasi.

I numeri del match
in foto: I numeri del match

Il gol dell'Inter: chiare le debolezze della Roma sugli esterni

Spalletti tiene il baricentro alto, fa leva sulla quantità di uomini a presidiare la metà campo della Roma anche per aumentare le possibilità di creare spazi e opportunità alle spalle dei terzini giallorossi. Joao Mario, rigenerato da Spalletti, si scambia con Borja Valero, migliore in campo a Wembley, a cui l'Inter affida il  compito di fraseggiare, di palleggiare, di dettare spazi e tempi del possesso. Il tecnico lascia Perisic sul lato naturale, a sinistra, con Keita a destra ad accompagnare le sovrapposizioni di D'Ambrosio.

Sono proprio loro due a costruire l'azione del vantaggio. L'apertura di Joao Mario per il terzino mostra una Roma lenta in copertura e con la linea troppo stretta, sul capovolgimento di fronte dopo lo sgambetto in area di D'Ambrosio su Zaniolo che Rocchi non considera da rigore. Kolarov, che chiude con 58 passaggi e tre tiri, è in ritardo e deve scalare velocemente mentre i due centrali guardano il pallone e non l'uomo: Keita la colpisce col parastinco e segna l'undicesimo gol nelle ultime dieci partite di Serie A disputate da titolare. Notevole, però, la coralità dell'Inter che sul cross porta un uomo sul primo palo, Keita, un uomo sul secondo e si riserva anche l'eventuale jolly Icardi da dietro. E' il quarto gol che l'Inter segna, e il quarto che la Roma incassa, nell'ultimo quarto d'ora dei primi tempi.

Il primo tempo di Keita
in foto: Il primo tempo di Keita

Inter più organizzata, Roma spaccata nelle transizioni

La linea difensiva di Di Francesco si abbassa troppo e presto rispetto alle abitudini della scorsa stagione e scopre la zona di campo dietro i tre centrocampisti e questo complica l'uscita bassa del pallone, soprattutto quando Cristante e N'Zonzi, recordman giallorosso per passaggi completati (59) cui aggiunge 4 duelli aerei vinti, vanno a portare il pressing alto.

La Roma non trova i tempi nella copertura del campo nelle transizioni negative, la pressione nella metà campo dell'Inter difetta di organizzazione e dietro la difesa lascia ai nerazzurri frequenti possibilità di controllare gli spazi di mezzo e mettere in difficoltà Kolarov e Santon, più volte costretti a stringere la linea difensiva.

I passaggi nel primo tempo: la Roma svuota il centro, l’Inter più equilibrata
in foto: I passaggi nel primo tempo: la Roma svuota il centro, l’Inter più equilibrata

L'ingresso di Politano restituisce, dopo il pareggio di Zaniolo, una dimensione più dinamica all'attacco nerazzurro che rischiava di compiacersi troppo nell'amministrazione controllata del possesso.

Zaniolo, personalità da veterano

In fase di impostazione, né i lanci di Manolas, né la ruvidezza in impostazione di Juan Jesus aiutano la Roma che spesso comincia l'azione defilando la regia più di frequente dalla fascia destra. Qui Santon, alla prima da ex, combina con Zaniolo, che si dimostra ancora una volta prontissimo a prendersi un posto da protagonista al di là dell'età e maturo anche nelle letture preventive senza palla.

Il suo ruolo diventa cruciale contro un centrocampo non rapidissimo nel difendere all'indietro, e ancor più nella combinazione con Under che, più anarchico e non sveltissimo a riprendere posizione, in più di un'occasione scopre una prateria dietro e spacca la Roma nella transizione negativa, una volta persa palla. Sicuro, Zaniolo chiede di essere coinvolto nello sviluppo del gioco, si inserisce nel corridoio centrale, e distribuisce passaggi con più del 70% di precisione.

Protesta con energia quando Rocchi non gli fischia il rigore: lo sgambetto c'è, l'errore c'è, ma l'entità del fallo non viene considerata tale da configurarlo come un chiaro ed evidente, passabile dunque di review al VAR. E torna in discussione il protocollo dell'International Board, visto che in questo caso Rocchi sembra impallato nello sviluppo dell'azione. Sarà proprio una review al VAR sui falli di mano, gli episodi più di frequente rivisti secondo il nuovo protocollo, ad assegnare il rigore del 2-2.

Schick offre segnali di ripresa

Davanti Schick, recordman giallorosso per duelli aerei vinti (6) si impegna a venire incontro, per accorciare la squadra e dare profondità facilitando i tagli di Florenzi da sinistra. E' proprio il suo colpo di tacco, senza guardare, a illuminare il mancino del capitano (in assenza di De Rossi) che rimbalza contro il palo nella seconda occasione in cui i giallorossi riescono a massimizzare gli inserimenti da dietro e occupare il campo fra le linee.

I 10 uno contro uno riusciti certificano una prestazione in crescita del ceco, che agisce lontano dall'area e si posiziona spesso da trequartista aggiunto o in appoggio a Florenzi per svuotare la zona di campo opposta dove la Roma costruisce un prezioso vantaggio competitivo.

L'Inter affida la regia a Brozovic

Il ceco tende a temporeggiare di più in fase di non possesso, a chiudere la linea di passaggio invece di andare sui due centrali dell'Inter quando avviano l'azione. E' insistito, paziente, il palleggio fra De Vrij e Skriniar, a volte aiutati dalla salida lavolpiana di Brozovic, che completa 76 passaggi (record assoluto, di cui 48 in avanti e solo 17 verso la trequarti offensiva) e si abbassa mentre Borja Valero e Joao Mario (85 passaggi completati e 12 tackle riusciti in due) formano i vertici di un ideale triangolo e gli offrono due soluzioni per far uscire il pallone, con i terzini si alzano per garantire ulteriore ampiezza.

La distribuzione dei passaggi di Brozovic (dato al minuto 80)
in foto: La distribuzione dei passaggi di Brozovic (dato al minuto 80)

Le contraddizioni di Under

La Roma continua a coprire in maniera approssimativa nelle situazioni in cui l'Inter affonda sulle fasce, soprattutto a destra, per poi cercare Icardi con un pallone basso all'indietro. Ma illumina il secondo tempo con il grandissimo gol di Under che ha sbagliato contro il Real la rete più facile della stagione e realizza la più difficile col secondo tiro della sua partita. La Roma si fa più avvolgente, Under si scioglie e Santon si libera più di frequente in appoggio in avanti, ed è questa la chiave di volta dell'azione illusoria del pareggio perché in queste situazioni spesso Asamoah resta indeciso, se chiudere sul turco o aspettare su Santon, e scopre molto campo nello spazio di mezzo.

Icardi timbra ancora: terzo gol di testa quest'anno

Cresce anche Cristante che si prende più responsabilità nella distribuzione del pallone mentre l'Inter, subito il pareggio, si abbassa troppo. Ma il capocannoniere Mauro Icardi esacerba le difficoltà della Roma nella difesa a zona sui calci d'angolo. Il suo terzo tempo è tanto preciso quanto indisturbato: matura così il terzo gol sui suoi nove colpi di testa in stagione. Si mantiene così la media di almeno tre gol a partita negli ultimi sei scontri fra Roma e Inter.

Kolarov, vice capo-cannoniere della Roma, con il penalty del secondo pareggio cambia lo schema del finale di partita. Di Francesco ha inserito Kluivert per Santon, con Florenzi arretrato nel ruolo di terzino. Spalletti, che aveva invertito le ali, riporta Perisic a sinistra.

Finale a cento all'ora

Le squadre si spaccano. Di Francesco manda Perotti in campo prima di Pastore, nel ruolo del Flaco, al posto di Zaniolo, per poi riportare l'assetto alla versione più naturale con l'argentino in campo per Under. Spalletti sceglie Vecino e Lautaro Martinez per Perisic e Borja Valero e la partita si trasforma in una successione di cambi di fronte veloci, in verticale, in campo aperto in cui si scatena D'Ambrosio. Le squadre, stanche e lunghe, non riescono più a difendere in avanti e le linee arretrate ripiegano verso l'area non appena un avversario superi la prima linea di pressing.

Rispetto al primo tempo, la Roma è più alta e presente in mezzo
in foto: Rispetto al primo tempo, la Roma è più alta e presente in mezzo

Nella frenesia si perdono lucidità e distanze. Il pareggio è la fotografia dei limiti attuali di due squadre apparse, in modi e per motivi diversi, in cerca d'autore.