Se il Bayern ha vinto la colpa è degli errori tattici di Josè Mourinho

Mario decisivo – E' stata una bella partita, divertente, a tratti anche entusiasmante, giocata tra due squadre che ad un certo punto hanno anche provato a vincere l'incontro al di là di un risultato che avrebbe chiuso solamente i primi 90 minuti dei 180 totali. A spuntarla, giustamente, è stato il Bayern di Monaco che ha punito i blancos (per una sera poco ‘galacticos‘) all'ultimo minuto, nell'ultima azione utile, grazie a Spuer Mario Gomez al 12mo centro stagionale in Champions League, ad un passo dal leader attuale della classifica cannonieri continentale, il fenomeno Leo Messi. I bavaresi avevano costruito di più, cercato il successo maggiormente e con convinzione davanti ad uno stadio splendidamente già addobbato a festa, e trovando la zampata vincente all'ultima occasione utile.
Proprio quell'ultimo gol, dopo l'iniziale rete di Robery (cercato dal Real nel 2009) e il pareggio spagnolo di Ozil (il ‘tedesco' di origini turche), il gol-vittoria dei tedeschi con Gomez arrivato all'89' su una insistita azione sulla destra, ha evidenziato un aspetto che, alla fine, è passato quasi in secondo piano: gli errori tattici di Josè Mourinho.
Il Macchiavelli della panchina – Lo Special One è da sempre un maestro di carisma e di tattica sia durante il possesso di palla sia in fase di non possesso, andando a volte anche contro il ‘credo' dei club in cui gioca, cercando di coniugare il risultato ambito senza la ricerca spasmodica del bel gioco.
Una sorta di Macchiavelli della panchina dove il fine deve giustificare i mezzi, a costo di prendersi anche le ‘critiche' del proprio pupillo Cristiano Ronaldo, da sempre in polemica con Mou ogni volta che il Real incontra il Barcellona (e nel prossimo weekend, il ‘Clasico‘ al Camp Nou scriverà una nuova pagina nelle sfide delle due superpotenze della Liga). Così, il Real Madrid è naufragato sul ‘Gommone‘ (lo "Schlauchboot" in tedesco proprio "gommone", soprannome affibbiato allo stadio bavarese per la sua forma, che ospiterà fra 31 giorni la finalissima Champions), confermando la legge che vedeva quest'anno capitolare 14 delle ultime 15 squadre transitate da Monaco e un Real che continua ad avere uno score pessimo in casa Bayern: ‘zeru' vittorie, un pareggio (2004) e otto sconfitte.

Primo errore: i cambi – Proprio in una gara comunque poco tattica dove Heynckes ha azzeccato lo spartiacque di centrocampo in Luiz Gustavo (a proposito, nel primo gol di Ribery, il giocatore del Bayern è in fuorigioco attivo perchè tra la traiettoria del tiro del francese e Casillas) e Mourinho il ‘pendolo' in Khedira, sono state le scelte nel finale di incontro da parte del portoghese a ‘scombussolare' fin troppo il Real.
L'uscita prima di Ozil per Marcelo al 70′, quella di Di Maria per Granero all'80' hanno tolto qualità proprio in mezzo al campo dei blancos lasciando prendere fiducia ai bavaresi per il forcing finale. E' vero, Heynckes aveva tolto Schweinsteiger per Muller, altra punta in supporto a Gomez per un Bayern iper offensivo che in campo teneva anche Robben e Ribery.
Tutta gente dai piedi buoni e dal cervello fino che ha fatto la differenza. Proprio nei minuti finali, il Bayern ha preso più coraggio e confidenza, non a caso l'arbitro Webb ha smesso di fare l'"inglese" e ha iniziato a estrarre cartellini gialli a ‘raffica' nei confronti di un Real che non riusciva più a mantenere il possesso della palla. In 90′ minuti sono stati 10 i giocatori ammoniti (2 del Bayern, 8 del Real) ma ben 6 madridisti hanno ricevuto la sanzione dal 60′ in poi, dall'inizio della girandola delle sostituzioni volute da Mou, sintomo di una tranquillità oramai compromessa.

Secondo errore: Marcelo – Forse più grave ed evidente: al 70′ Mourinho ordina lo spostamento di Marcelo da sinistra verso destra, mettendo sull'out offensivo mancino Cristiano Ronaldo. 19 minuti dopo, proprio sulla fascia non più presieduta dal laterale brasiliano, è arrivato il gol vittoria dei tedeschi: scambio Robben-Lahm, allungo sul fondo del capitano dei bavaresi che salta un Coentrao in difficoltà ma lasciato solo, cross basso in area piccola dove Casillas si addormenta, e rete di rapina del solito Gomez.
Se ci fosse stato Marcelo sulla sinistra, la ripartenza del Bayern avrebbe trovato un incontrista in più, visto che Ronaldo non ha le caratteristiche (nè la volontà) di rincorrere gli avversari al 90′, lasciando la difesa blanca in balia dei raddoppi avversari. Un errore tutto di Mourinho visto che fino a quel momento lo stesso Cristiano Ronaldo aveva comunque svariato su tutto il fronte offensivo, senza per questo obbligare alcun compagno a cambiamenti tattici.
In quella mossa, Josè Mourinho, il grande stratega si è fatto sorprendere, complicandosi un ritorno al Bernabeu che ora obbligherà il portoghese a non commettere più alcuno sbaglio per poter raggiungere la terza finale di Champions League con tre squadre differenti.

Silenzio, per ora – Al ritorno ‘basterà' imporsi 1-0, come ha sottolineato lo stesso Mourinho a fine gara, perchè "non è stato un risultato che non ha compromesso nulla" quello dell'Allianz Arena. Ma in mezzo ci sarà il ‘Clasico' ad altissima tensione al Camp Nou che, comunque finirà, non potrà che lasciare ‘tossine' importanti nelle gambe e nella testa dei giocatori a poche ore dalla sfida decisiva contro i ‘robocop' di Heynckes.
E vedremo se, come ieri sera, Josè Mourinho riuscirà a essere ancora ruvido e avere il sangue freddo per non parlare degli arbitri, di furti di scarpini e magliette negli spogliatoi nel prepartita e per non lamentarsi di episodi contro, come il gol iniziale di partita (quello di Ribery al 17′) da annullare per un evidente fuorigioco di un giocatore del Bayern che ha nascosto la visuale a Casillas.