Se hai 18 anni vattene dal tuo Paese. E tenta la fortuna in Premier
Il calcio è cambiato e sta cambiando alla velocità della luce. Stare dietro alle logiche e ai movimenti che si sviluppano intorno a questo sport è davvero impegnativo e gli investimenti che sono aumentati sempre di più negli ultimi 20 anni hanno cambiato la geografia del mondo calcistico e le direzioni in cui sono incanalati i soldi. Tra le direttrici più praticate dai grandi club europei c'è quella di investire su calciatori under 18 e l'età della prima migrazione internazionale si sta abbassando sempre di più. I giocatori più promettenti sono ricercati dai club stranieri a partire da un'età molto precoce e un numero sempre maggiore di giovani atleti vola all'estero prima dei 18 anni senza nemmeno aver giocato in prima squadra del loro club datore di lavoro.

Il rapporto del CIES Football Observatory ha analizzato l'evoluzione dal 1995 nei primi cinque principali campionati europei (inglese, spagnolo, tedesco, italiano e francese) e dal 2009 per 26 altri campionati affiliate alla UEFA. Nel 1995 i giovani calciatori che emigravano nei cinque principali campionati europei erano 51 mentre nel 2016 sono stati 195, ovvero quattro volte tanto. Altro dato importante che fa capire come siamo di fronte ad un cambiamento notevole è quello sui 31 paesi della Uefa: nel 2009 erano 444 i giovani partenti verso altri lidi, mentre nel 2016 sono stati 597.

UK, Italia e Olanda: i primi approdi
Gli studi indicano come, per quasi un terzo di questi ragazzi, il primo approdo è stato l'Inghilterra: dei 597 calciatori che sono emigrati sotto l'età di 18 anni, 180 sono andati in Inghilterra (30,1%). Il peso economico dei club inglesi è molto importante nella caccia per i talenti più promettenti. L'Italia è il secondo più grande importatore di minori stranieri davanti a Olanda e Francia.

Una tendenza rischiosa
Le analisi svolte dal CIES Football Observatory dal 2005 mostrano che il mercato dei calciatori si sta sviluppando, soprattutto, sui giovani talenti: le crescenti disparità economiche tra le società consentono ai club più ricchi del Vecchio Continente di acquisire le prestazioni dei giocatori più promettenti ma questa situazione non è priva di rischi. Infatti, i giocatori che hanno lasciato il loro paese sotto l'età di 18 anni hanno avuto carriere meno gratificanti rispetto ai calciatori che sono emigrati più tardi e con più esperienza alle spalle.
Questo risultato indica che la prematura migrazione internazionale di giocatori inesperti mette a serio rischio sia la carriera dei calciatori interessati che gli investimenti delle squadre. Purtroppo, a dispetto di ogni logica sportiva, in un contesto eccessivamente speculativo dove numerosi attori del gioco sono parte attiva di questi trasferimenti, il flusso internazionale di calciatori under 18 aumenta ogni anno e non è destinato a fermarsi.
