Dalla Scottish Football Federation (SFA) arriva una decisione storica. La federazione calcistica scozzese vieterà ai bambini sotto i 12 anni di colpire il pallone di testa per "prevenire il rischio di demenza in età adulta". La Scozia diventerà il primo paese in Europa ad attuare questa misura dopo che l'allarme era stato lanciato negli Stati Uniti nel 2015, subito dopo alcuni clamorosi scandali di ex sportivi professionisti colpiti dalla demenza, particolarmente nel football americano. Studi recenti, tra i quali uno condotto dall’Università di Glasgow, avrebbero sottolineato infatti la correlazione diretta tra i colpi di testa nel calcio e le malattie neurodegenerative, evidenziando un rischio 3,5 più elevato nella popolazione dei calciatori rispetto a quella generale.

Lo studio finanziato dalla FA

La ricerca che ha dato vita al provvedimento è stata finanziata dalla Football Association e dalla Professional Footballers’ Association ed è stata condotta nell’arco di 22 mesi dal Glasgow Brain Injury Research Group: la conclusione afferma che l’11% dei calciatori muore in stato di demenza, mentre la percentuale nel resto della popolazione è del 3%.

Sotto questo punto di vista negli Stati Uniti l’attenzione è già altissima dal 2015 e tal proposito il neuropatologo Bennet Omalu, che scoprì l'encefalopatia traumatica cronica (CTE) nei giocatori di football americano e ne pubblicò i risultati ispirando anche un celebre film (“Zona d’ombra”) con Will Smith, definì questo studio un "problema di salute pubblica" e arrivò a suggerire l’abolizione del gioco aereo nel calcio ("Non ci dovrebbe essere nessun colpo di testa al di sotto dei 18 anni, età in cui il cervello umano si sviluppa completamente").

Discussioni accese sul limite di età

La federazione scozzese ha reso noto il divieto che verrà ufficializzato nel corso di questo mese e che riguarderà gli allenamenti degli under 12, anche se resta aperto il dibattito su quale possa essere ritenuto il limite d’età "giusto". In un comunicato stampa Peter McCabe, presidente dell'associazione Headway che combatte le malattie neurodegenerative, ha reagito così:

Gli studi suggeriscono che vada fissato a 12 anni. Ciò implicherebbe che un bambino di 13 anni è in grado di colpire con sicurezza la palla. Come facciamo a sapere che lo sia davvero? È comprensibile che allenatori e genitori vogliano chiarimenti su questo problema, quindi c'è un urgente bisogno di fare ulteriori ricerche per capire quali sono i rischi di colpire con la testa un pallone da calcio moderno.