Scandalo FIFA, accuse anche sui proventi provenienti dal Mondiale 2014
Un giro d'affari considerato poco pulito, un sistema tanto radicato da oramai essere penetrato un po' ovunque all'interno della FIFA dove la corruzione era pratica diffusa ad ogni livello e settore. E' il triste quadro che viene confermato anche da Cobus de Swardt, direttore della Transparency International, un gruppo internazionale anticorruzione, che attraverso un'inchiesta sui proventi provenienti dal Mondiale di Rio de Janeiro del 2014 pubblicata in questi giorni ha messo a dura prova la trasparenza delle varie federazioni internazionali.
E' l'ennesimo esempio di mala gestione dell'era Blatter, un'era che sembrava interminabile e che ad oggi si è conclusa con le sue dimissioni, la sospensione su ogni attività e un difficile recupero della credibilità da parte del sistema FIFA. Un'ulteriore indagine si è aggiunta in queste ore oltre alle tantissime oramai in atto per accertare il giro di corruzione che oramai soffocava il massimo organismo di calcio mondiale. Secondo queste ultime analisi ben 168 dei 209 componenti della Federcalcio mondiale non hanno reso pubbliche le loro entrate e ognuna di loro ha incassato oltre 2 milioni di dollari dalle entrate provenienti dalla rassegna iridata in Brasile.
Un nuovo ‘buco' per garantire favori e accomodamenti: solo 14 delle 209 Federazioni che compongono la Fifa hanno fornito le informazioni necessarie per far conoscere cosa fanno e come spendono i loro soldi, dicono dall'agenzia di Trasparenza Internazionale. Cobus de Swardt ha sottolineato un sottobosco di connivenza dove però ci sono delle eccezioni: 14 paesi ‘virtuosi'. Dove c'è anche l'Italia oltre a Canada, Danimarca, Inghilterra, Islanda, Giappone, Lettonia, Nuova Zelanda, Irlanda del Nord, Norvegia, Portogallo, Repubblica d'Irlanda e Svezia.
Altri dati ufficiali diffusi da Cobus de Swardt dimostrato la grandezza dello scandalo: tra il 2011 e il 2014 la Fifa ha distribuito un minimo di 2,05 milioni di dollari a Federazione tra cui un pagamento una tantum nel 2014 di 1,05 milioni di dollari a seguito della Coppa del Mondo. Oltretutto risulta che l'81% delle Federazioni calcistiche nel mondo (168 su 209) non rendono pubbliche le loro entrate, il 21% non è fornito di sito internet e l'85% non segnala le iniziative che prende.
