Dopo aver lasciato il posto davanti ai microfoni a Nedved prima e a Martusciello poi, Maurizio Sarri torna a parlare in conferenza stampa. La polmonite è ormai un ricordo per il mister che finalmente farà il suo esordio sulla panchina della Juventus in una gara ufficiale, in occasione della delicata sfida in casa della Fiorentina in programma sabato 14 settembre alle ore 15. L'allenatore è tornato sulle polemiche relative al suo passato in azzurro contro i bianconeri, dimostrando di essere rimasto colpito dalla mentalità feroce di una squadra che non viene "aiutata".

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Maurizio Sarri, la malattia e la paura per la polmonite

Maurizio Sarri nella conferenza stampa della vigilia di Fiorentina-Juventus ha parlato delle sue condizioni di salute, finalmente buone. Sono state settimane difficili per il tecnico che alle prese con la polmonite si è sentito come un leone in gabbia, dovendo accettare i consigli dello staff medico: "Non è stato semplice rimanere fuori. Ringrazio i medici che mi hanno curato, e mi hanno fatto capire che dovevo fare un piccolo passo indietro. Ma ero sereno perché lo staff tecnico andava alla grande". Così il tecnico ha parlato della sua malattia: "Paura ne ho avuta venti giorni fa quando non respiravo bene. Non lo sento come un esordio perché sono stato sempre al centro delle attività. I dottori hanno deciso di tenermi lontani da allenamenti e partite per sicurezza"

La Juve non viene aiutata ma vince per mentalità feroce, Sarri fa dietrofront

In questi primi mesi di Juventus, Maurizio Sarri ha conosciuto dall'interno i bianconeri. Il tecnico pronto a tornare in quella Firenze dove ha perso col Napoli uno scudetto "in albergo", parla delle polemiche degli anni scorsi sull'asse Napoli-Torino e dei presunti aiuti alla formazione campione d'Italia: "Non ho mai pensato che le vittorie della Juve fossero figlie di aiuti, ma che era la squadra più forte. Vince per la mentalità feroce. Poi si può discutere di un episodio, ma quella è la normalità. A Napoli abbiamo perso scudetti a 10 punti dalla Juventus, e lì l'episodio non c'entrava  Diverso quando l'abbiamo perso in volata, ma è normale a caldo recriminare. Ho sempre detto che la Juventus è la squadra più forte, anche dal punto di vista societario. In questi mesi mi sono reso conto che la forza della Juve è nell'organizzazione, nella testa, nella mentalità feroce e nel proiettarsi verso la prossima partita. Non sono qui per replicare quello che ho fatto in altre squadre. Ha una diversa filosofia, e rimarrà sempre più fisica e meno palleggiatrice di altre mie squadre".

Sarri, la rosa troppo ampia della Juventus, la lista Champions e l'esclusione di Emre Can

L'assenza in panchina non ha impedito comunque a Sarri ovviamente di seguire la squadra e di fare scelte "delicate" come quelle relative alla lista Champions. L'allenatore è tornato sulle dichiarazioni relative alla rosa troppo ampia che avevano fatto discutere, lasciando intravedere divergenze di vedute con Fabio Paratici sul mercato (il mister aveva parlato di "situazione imbarazzante" per i troppi giocatori" . L'ex di Chelsea e Napoli ha chiarito il senso delle sue parole: "Il problema è che quello che diciamo noi rimane per mesi, quello che scrivete voi viene dimenticato il giorno dopo. Io parlo di situazioni imbarazzanti nel fare la scelta, non della situazione in generale. Non è stato semplice né gratificante effettuare le scelte per la lista, ma era una cosa necessaria: mi spiace, perché sono coinvolti due giocatori importantissimi. Queste difficoltà, però, dimostrano la grande forza della nostra rosa in cui solo un giocatore è indispensabile". E proprio a proposito dell'escluso Emre Can, Sarri ha chiarito: "È normale che quando un giocatore subisce una scelta forte e impattante ci sia un aspetto emozionale: bisogna dargli l'opportunità di ‘buttare fuori' quello che prova. Ho l'età giusta per capire le reazioni".

La Juventus e il turnover in vista dell'Atletico

Prima la Fiorentina e poi l'Atletico Madrid in Champions? Maurizio Sarri farà ricorso al turnover? Il tecnico è concentrato sulla trasferta di Firenze: "Adesso penso solo al campionato, la nostra attenzione deve essere rivolta a domani. Siamo in una fase in cui fare rotazioni è difficile, perché stiamo trovando la nostra identità e il nostro assetto. Abbiamo tanti giocatori che negli ultimi mesi hanno giocato poco, come Khedira, Ramsey e Rabiot. Ma devo dire una cosa: mai nella mia carriera ho visto la squadra lavorare così bene durante la sosta per le Nazionali".

Juventus-Napoli vista da Sarri, il dispiacere per Koulibaly

A proposito dell'ultima partita, contro la sua ex squadra Napoli, Sarri racconta le emozioni vissute: "Ho vissuto Juve-Napoli chiuso in una stanza, come un pesce nell'acquario. Umanamente mi è dispiaciuto per Kalidou Koulibaly, ma ho pensato che abbiamo meritato di vincere, sebbene l'episodio sia stato fortunoso. Abbiamo corso più degli avversari. Abbiamo avuto un calo mentale, preso due gol su palle inattive per distrazioni, quando aspetti il Napoli in area il pericolo c’è. Non siamo al top fisicamente, possiamo fare di più"

Sarri e il tifo della mamma per la Fiorentina

E ora un altro match particolare contro quella Fiorentina a cui è legato da ‘motivi di famiglia': "Tornare in panchina a Firenze, a poca distanza da casa mia, mi fa estremamente piacere. Mia madre non era contentissima della firma con la Juve. Mi disse: non ti parlo più… Mia nonna abitava a Piazza Alberti a Firenze, la fede della famiglia era viola. Io ho mille ricordi intorno a quello stadio, ora vedo solo l’ultimo dove ci ho lasciato uno scudetto. Lo devo velocemente sostituire con uno positivo"

Higuain preferito a Manduzkic, Sarri e il punto sui singoli

Inevitabile una battuta sui singoli a partire da Higuain: "Ha giocato per quello che mi ha fatto vedere durante gli allenamenti e in partita ha portato risultati. Mandzukic? Probabilmente mi ha fatto vedere qualcosa meno di Gonzalo. Rabiot è un ragazzo di grandi doti, tecniche e fisiche. Paga il fatto che è stato fuori a lungo. Matuidi per noi è importante, ha la capacità di adattarsi al meglio a quello che succede davanti, dimostra grande maturità. La perdita di Chiellini è stata pesante per noi. Adesso il mio obiettivo è recuperare completamente Rugani e fare adattare nel minor tempo possibile de Ligt al calcio italiano. Fra qualche mese esprimerà cose importanti".