Sanzioni Fifa, Godoy attacca il Real: “Hanno “bruciato” mio figlio”
La mano della Fifa si è abbattuta pesantissima sul Real Madrid, imponendo il blocco del calciomercato per le prossime due sessioni. Galeotte per le merengues le violazioni di alcune disposizioni in materia di trasferimento di calciatori minorenni. Sono stati ben 39 i casi presi in esame dalla Fifa, e tra questi ci sono anche quelli relativi ai rampolli del tecnico Zidane: le operazioni relative ai 4 figli di Zizou però, essendosi questi trasferiti quando il padre viveva già in Spagna, sono state regolari. Al contrario sotto la lente d’ingrandimento del massimo organo calcistico internazionale sono finite le situazioni relative ai due venezuelani Fernando Macias e Manuel Godoy.
Per il secondo in particolare la registrazione è stata negata dalla Fifa a causa di un mancato permesso di lavoro valido per suo padre. Proprio quest’ultimo è intervenuto ai microfoni di Radio 4G per parlare della vicenda relativa al Real Madrid, e al come la società merengue abbia “bruciato” il giovane Manuel. Quest’ultimo arrivato al Real nel 2012 a 12 anni, è stato poi espulso nel 2013, in una vicenda che secondo papà Ramon ha parecchi lati oscuri.
Queste le sue parole: “Noi non abbiamo mai firmato alcun documento ufficiale. Florentino Perez decise di puntare su di lui, dopo che segnò tre gol in un torneo. Abbiamo vissuto a Madrid per diversi mesi, quando Manuel è stato selezionato dal Real. Tutto andava bene finché un giorno gli è stato detto che non poteva allenarsi. Hanno detto che la FIFA stava indagando. Hanno presentato un appello al CAS ma erano apparentemente fuori dai tempi massimi. Ci siamo incontrati con il Real Madrid, e hanno detto che avrebbero cercato di trovare una soluzione alternativa. Il Real però ora si rifiuta di lavorare con Manuel, è come se si volessero nascondere e non ci hanno più contattato. Hanno bruciato le sue doti, lo hanno trattato come se avesse una malattia".