Con la Roma a vita, da calciatore e poi da dirigente. Il futuro di Aleksandar Kolarov sarà ancora giallorosso per un bel po' di tempo. A 34 anni (li compirà il prossimo 10 novembre) il difensore serbo non s'immagina altrove nonostante le offerte pervenute dalla Cina o dal ricco Qatar sono tentazioni fortissime a cui resistere considerata la munificenza dei contratti paventati. La Capitale, però, è un po' casa sua avendola vissuta prima da calciatore della Lazio e adesso da giocatore della ‘magica' che – secondo le ultime notizie di calciomercato – non ha intenzione di lasciare.

La proposta di rinnovo del contratto

L'accordo attuale scade a giugno del 2020 (al termine della stagione attuale) ma all'orizzonte c'è la più classica fumata bianca sulla proposta che il club gli ha sottoposto e sul quale il calciatore sta riflettendo e sembra essersi convinto: prolungamento dell'intesa per un altro anno con opzione per il 2022 (quando all'anagrafe avrà 37 primavere) e la possibilità di entrare a far parte dello staff dirigenziale una volta conclusa la carriera.

Kolarov ammette: Finirò la mia carriera all'estero

Escluso che torni in patria, quindi, come ammesso dallo stesso Kolarov al termine dell'amichevole (giocata e vinta) contro il Paraguay: "Dove finirò la mia carriera? Sicuramente all'estero", ha raccontato ai taccuini che gli chiedevano cosa avrebbe fatto nel futuro prossimo in virtù della scadenza del contratto con la Roma. Per ‘estero' intende l'Italia e la Serie A, campionato nel quale sembra trovarsi a suo agio a giudicare anche dalle statistiche e dai numeri.

La statistica agrodolce del serbo tra punizioni e rigori in A

Grazie alle prodezze nel torneo tricolore può fregiarsi del titolo (non ancora definitivo) di miglior goleador su calcio di punizione alle spalle di un mostro sacro come Lionel Messi; agrodolce, invece, quanto accaduto il 29 settembre scorso a Lecce a causa del rigore fallito (non sbagliava dal dischetto dal 2010).