"Che cos'è il genio? È fantasia, intuizione, decisione e velocità d'esecuzione". Potremmo prendere in prestito le parole del Perozzi, tratto da un film capolavoro del cinema italiano come "Amici miei", per descrivere uno dei gol più belli realizzati da Francesco Totti contro il Torino il 6 gennaio del 2002Roma e Inter si contendono la testa della classifica e nella prima partita del nuovo anno i giallorossi, campioni d'Italia in carica, affrontano in casa contro i granata di Giancarlo Camolese. All'Olimpico la squadra di Fabio Capello non offrì una delle sue migliori prestazioni ma vinse 1-0 e portò a casa i tre punti grazie ad una super giocata del capitano. Quella di Totti fu un’autentica magia che nacque quasi dal nulla: il numero 10 raccolse un pallone giocato da Candela dopo una contesa sulla trequarti e dopo un ottimo controllo nascose il pallone a Bucci, lo toccò ancora di esterno, e prima di calciare se lo spostò sul destro con l'altro piede eludendo anche l'intervento di un difensore (Delli Carri), che era rivenuto a protezione della porta. Una vera e propria invenzione che provocò la reazione anche di Capello, solitamente poco propenso all'esultanze dopo le reti dei suoi calciatori.

Molto spesso abbiamo sentito parlare del controllo con la suola come una vera e propria prerogativa dei giocatori di calcio a 5 ma non è assolutamente così: per chi ha padronanza del pallone, il controllo di suola fa parte del bagaglio tecnico e lo si può utilizzare in qualsiasi momento del match. In questo caso il Pupone lo sfoggiò per eludere l'intervento del portiere avversario, che rimase in piedi fino alla fine per evitare un tocco sotto o una conclusione sul palo lungo ma, purtroppo per lui, è impossibile prevedere il genio. Non si può. Sono passati 18 anni da quel giorno, Francesco Totti nel frattempo ha appeso gli scarpini al chiodo, ma se viene ancora ricordato un motivo ci sarà.