La Roma sbanca con la Juventus, vincendo 2-0 la sfida all'olimpico e ripresentandosi a 180 minuti dalla fine della stagione in piena corsa Champions League. Comunque andrà Inter-Chievo di lunedì sera, i gialorossi sono arrivati a quota 62, alla pari con il Milan e a -3 dalla sorprendente Atalanta. Un successo fondamentale, firmato Florenzi e Dzeko ma che porta anche il volto di un Claudio Ranieri capace di aver dato un equilibrio in un ambiente storicamente schizofrenico.

Il ‘traghettatore' a 180 minuti dal capolinea

Tuttavia, per il tecnico giallorosso il destino è segnato: lascerà la panchina ad altri, il ‘traghettatore' chiuderà il proprio impegno alla fine del campionato e saluterà. Nessuna polemica, nessuna tensione, nessun rimpianto. L'intento era sin dall'inizio quello di dare una mano al club in corsa, nulla più. E a sottolinearlo è stato lo stesso allenatore a fine match: "Ho firmato per un anno e a fine campionato finirò il mio lavoro. Se nutro alcune speranze di riconferma? Penso solo a lavorare nel presente e sono concentrato sul mio obiettivo"

Nessun altro ruolo, solo allenatore

Addio dunque alla panchina, ma forse non alla Roma anche se compiti diversi da quello dell'allenatore Ranieri al momento non li vede per il proprio futuro: "Mi è stato offerto un ruolo diverso per la stagione successiva, ma alla fine ho rifiutato perchè mi sento ancora un allenatore. Oggi mi ritengo soddisfatto ma dobbiamo continuare a credere alla Champions anche se non dipende da noi. Ma dobbiamo arrivare fino in fondo con la coscienza a posto".

Il ‘credo' di Ranieri

Il crescendo della Roma contro la Juventus fa ben sperare per le ultime due partite da giocare in campionato e che potrebbero valere una intera stagione: "Non ho un credo calcistico, mi adatto ai giocatori a disposizione e anche a Roma lo sto facendo. Ora non voglio un pressing alto dobbiamo essere più tranquilli nella giocata, altrimenti gli avversari ci infilano quando vogliono".