È di sicuro uno dei match di cartello dell’undicesima giornata di Serie A. È l’allora derby del Sud, una partita, per entrambe, da non fallire. È Roma contro Napoli. Due stili di gioco simili ma diversi, due filosofie che parlano di bel gioco come unico strumento per il quale passare per ottenere i tre punti e farsi largo in classifica. Due progetti con avvii differenti ma vicini per applicazione e che vivono difficoltà in comune: i tanti infortuni in avvio. E poi, dai sistemi di gioco ai duelli decisivi, dai punti di forza a quelli di debolezza, ecco cosa potrà offrirci il big match di domani alle 15 fra capitolini e partenopei.

le probabili formazioni di Roma–Napoli (whoscored.com)
in foto: le probabili formazioni di Roma–Napoli (whoscored.com)

I moduli delle due squadre: 4-2-3-1 contro 4-4-2

Roma contro Napoli, come detto, significa anche due stili di gioco differenti ma al tempo stesso molto vicini e con diversi punti di contatto. I padroni di casa, infatti, giocheranno con il loro usuale 4-2-3-1 mentre gli ospiti, dopo la coda della scorsa annata e l’avvio di questa, con lo stesso sistema dei capitolini, sono tornati al 4-4-2. Con alcune differenze che poi, sul terreno di gioco, potranno fare la differenza. Come la presenza del trequartista per la Roma, alle spalle di un Napoli privato della fisicità di Allan nel mezzo, e la maggiore ampiezza per gli esterni d’attacco di Fonseca. Sponda azzurra, invece, i laterali di centrocampo potrebbero avere maggiore spazio in fase offensiva e specialmente in sede di recupero della palla. Dettagli, che, almeno dal punto di vista statistico, non segnano un solco netto fra le due compagini.

il possesso palla medio per gara di Napoli e Roma (legaseriea.it)
in foto: il possesso palla medio per gara di Napoli e Roma (legaseriea.it)

Che hanno messo a referto quasi gli stessi gol, 18 per la Roma, 20 per il Napoli, che attaccano con la stessa intensità sulle fasce, 70% per la Roma, 70 per il Napoli, che occupano quasi con le stesse percentuali il terzo offensivo, 31% per i giallorossi, 30% per i campani, e che giocano con lo stesso imprinting: cercando il dominio delle operazioni. Non a caso, la Roma e il Napoli sono rispettivamente al quinto e al secondo posto per possesso medio per partita con 27’ e 41’’ di possesso per gli uomini di Fonseca e 29’ e 24’’ per i ragazzi di Ancelotti.

lo sviluppo del gioco sulle corsie laterali di Roma (in arancio) e Napoli (in azzurro) (whoscored.com)
in foto: lo sviluppo del gioco sulle corsie laterali di Roma (in arancio) e Napoli (in azzurro) (whoscored.com)

A cui vanno sommati i 5 passaggi medi di fila per la Roma e i quasi sei per il Napoli. Insomma, c’è tanto in comune, ci sono molti punti condivisi e che potrebbero esser risolti solo da guizzi individuali.

Dzeko vs Milik (whoscored.com)
in foto: Dzeko vs Milik (whoscored.com)

I duelli al top: Zaniolo vs Luperto. La qualità dei centrocampisti, Milik contro le torri giallorosse

Come, ad esempio, quello sulla corsia destra della Roma, e mancina di difesa del Napoli. Con il Napoli in difficoltà dopo gli infortuni di Ghoulam e Mario Rui con quest’ultimo ancora in dubbio per una maglia da titolare. Che, in caso di assenza del lusitano, sarà affidata a Luperto. Che, comunque, non ha demeritato contro l’Atalanta di Gasperini. Eppure, dovesse giocare dall’inizio l’ex centrale dell’Empoli, in quella zona di campo potrebbe venirsi a creare un favorevole mismatch per i giallorossi capaci, con un Zaniolo un grande spolvero, e autore di due reti di fila in Serie A, di poter fare grossi danni al Napoli in quella fetta di rettangolo verde. Abbinando fisicità, dribbling e visione di gioco contro un difensore attento, bravo ma sempre adattato a sinistra.

Nel mezzo, invece, la maggiore qualità del duo Fabian RuizZielinski, potrebbe avere la meglio sul tandem muscolare ManciniVeretout che, invece, dovrebbe rispondere con altre armi: maggiore furia agonistica e forza muscolare. E in questo settore del campo, dunque, la sciabola o il fioretto, potrebbero favorire l’una o l’altra soluzione. Occhio, pure, alla vena di Insigne, che dovrebbe vedersela contro Florenzi, alla fisicità del bosniaco Dzeko, sempre determinante per i destini della Magica, e alla ritrovata capacità realizzativa di Milik, in gol in tutte le ultime tre sfide di campionato, contro le torri romane Cetin e Smalling. Probabilmente efficaci contro il polacco, un po’ meno attrezzate al cospetto della velocità di pensiero e il dribbling di Mertens.

Un match da 1 miliardo di euro, senza infortuni

Senza infortuni, questa sfida, secondo le ultime stime di mercato del portale specializzato Transfermarkt.it, vale 1 miliardo di euro. Sommando la valutazione complessiva delle squadre, difatti, 422.4 milioni per la Roma e 653.3 per il Napoli, la cifra generata scavalca il miliardo per uno dei match più preziosi della Serie A. Segno dell’ottima programmazione delle due società, dei talenti in rosa ma anche della sfigurata partita di domani. Che a causa di diversi infortuni, vedi quelli di Malcuit, Allan, Diawara, Pellegrini, Cristante, Mkhitaryan o Kalinic non permetterà ad entrambi i club di sfruttare l’intero potenziale dei loro roster.