Roberto Mancini: “La Nazionale? Certo, ma rispettiamo Prandelli”

Anche Roberto Mancini sente il ‘profumo‘ dell'Azzurro. La questione del dopo Prandelli coinvolge infatti anche il tecnico jesino, attualmente disoccupato di lusso dopo aver ‘chiuso' il suo rapporto professionale con il Manchester City dal quale ha ricevuto una ‘buonuscita' da 20 milioni di euro.
Sicuramente è prematuro, ma oramai il tormentone è stato innescato: Alberto Zaccheroni e Massimiliano Allegri sono i due indiziati numeri uno per il dopo Brasile 2014, ma anche Roberto Mancini è stato tirato in mezzo, con suo grande piacere: "La Nazionale è sempre una priorità per qualsiasi allenatore. Anche per me"
Rispetto e disponibilità – Il rispetto per chi attualmente lavora sulla panchina azzurra c'è. Cesare Prandelli ha il diritto di continuare a lavorare serenamente e tutti i suoi colleghi il dovere di non creargli fastidi in vista della qualificazione ai Mondiali 2014 oramai alle porte. Anche da parte di Roberto Mancini che si sta godendo un ricco riposo dopo le fatiche inglesi. Una ‘pausa' che è valsa al tecnico un'entrata di circa 20 milioni, tanto è costata al club inglese ‘licenziare' il tecnico stracciando il contratto da nababbo che la presidenza qatariota gli aveva sottoposto. Nessun altro club, nessuna nuova esperienza: solamente un momento di riflessione e un po' di attesa per guardarsi attorno e valutare eventuali nuove soluzioni.
Come quella ‘Azzurra' che – pur non richiesta – qualora si presentasse, avrebbe una corsia preferenziale assoluta: "La Nazionale è sempre la Nazionale, non è qualcosa di secondario a niente, non può che essere prioritaria". Idee chiare, certo, come quelle che vogliono però preservare il collega attualmente sulla panchina Azzurra: "In Nazionale adesso c'è Prandelli, per il futuro si vedrà. Dipende dai progetti che si prospettano, ma ripeto: la Nazionale è sempre la Nazionale e oggi il ct è Prandelli: dobbiamo lasciarlo lavorare in pace, ha un anno assai impegnativo".