Mario Balotelli rivedrà la maglia della Nazionale solo quando l'avrà meritata sul campo. A Zaniolo non basta il talento, deve crescere ancora molto. Le parole del ct, Roberto Mancini, sono come una carezza in un pugno. Concetti che ribadisce in maniera molto chiara nella conferenza stampa che apre il ritiro degli Azzurri in vista del doppio confronto con Bosnia e Armenia. L'Italia è già qualificata per l'Europeo 2020, le prossime partite (venerdì 15 novembre e lunedì 18 novembre) rappresentano un ulteriore step di crescita per una Nazionale in larga parte già fatta. E chiunque vi vorrà far parte dovrà impegnarsi fino allo strenuo delle forze.

Non avremo grandi occasioni per vederci fino a marzo prossimo – ha ammesso Mancini – per questo non stravolgeremo la squadra e ho selezionato quei ragazzi che volevamo vedere. Balotelli? Bisogna capire quali sono le sue motivazioni e credo sia più importante chiamare chi se lo merita, e lo farò se ci sarà occasione in futuro. Stesso discorso anche per Kean… non sta giocando con continuità all'Everton e speriamo possa farlo presto. Zaniolo? Secondo me deve conquistarsi tutto e continuare a crescere. Quanto a Florenzi lo considero importante per noi anche se nella Roma non sta trovando spazio.

Chiesa, Insigne e Bernardeschi non sono al meglio della condizione ma su di loro ‘Mancio' è pronto a scommettere. Le novità Orsolini, Cistana e Castrovilli sono molto più che un esperimento: il ct crede nelle loro qualità anche in prospettiva futura.

Li abbiamo seguiti molto in questi mesi. Orsolini ha qualità, Cistana è un profilo molto importante e molto giovane, come Castrovilli – ha aggiunto Mancini -. Stanno facendo bene e noi guardiamo anche oltre l'Europeo, dobbiamo capire cosa ci possono dare anche sul lungo periodo.

Contro Bosnia e Armenia la Nazionale andrà in campo con il modulo consolidato, quel 4-3-3 nel quale le punte sono scelte e si alterneranno secondo le indicazioni del ct e le caratteristiche dell'avversario.

Belotti e Immobile sono le nostre punte, giocheranno una partita a testa perché per ora il 4-3-3 è consolidato, ma non è detto che non possano giocare insieme anche se si somigliano molto. E anche se siamo già qualificati mi aspetto di vedere miglioramenti in molte cose.

Campionato fermo, Mancini ‘ci butta un occhio' – come si dice in gergo – e tocca alcuni dei temi più caldi che hanno alimentato il dibattito in queste settimane. A cominciare dall'utilizzo del Var fino al malumore di Cristiano Ronaldo per la sostituzione, compreso lo sfogo di Antonio Conte dopo il ko in Champions e sulla poca esperienza di Sensi e Barella.

Il Var ha migliorato certe situazioni, la maggior parte delle cose, anche se ci sono situazioni da migliorare e velocizzare. Le regole si stravolgono e cambiano ogni anno, gli arbitri sono in difficoltà. Barella e Sensi non avranno l'esperienza di chi gioca da 10 anni in Champions League ma sono ottimi calciatori, importanti per la Nazionale. Quanto a Ronaldo, può capitare. Chiederà scusa e passerà.