"Mi piacerebbe fare un'esperienza all'estero". Roberto Donadoni, dopo il triennio passato a Bologna, aveva annunciato proprio ai microfoni di Fanpage.it la sua intenzione di tornare in panchina e di volerlo fare al di fuori dei confini italiani. A soli tre mesi dal suo sbarco in Cina, per il tecnico dello Shenzen è già arrivato il momento di fare un primo bilancio: "Sono contento di questa esperienza e non sono pentito di aver scelto la Cina. Anzi, dirò di più: la consiglio a tutti".

Nell'intervista concessa al quotidiano ‘Tuttosport', l'ex commissario tecnico della Nazionale azzurra ha dunque elogiato l'organizzazione calcistica orientale: "Chi può, venga qui ad allenare o giocare – ha aggiunto Donadoni – Sono piacevolmente sorpreso, sto vivendo un'avventura interessante. Per quanto riguarda i giocatori, il problema più grande è la lingua, ma la mentalità è da professionisti".

La vita in Cina e le parole su Verdi

"Da qualche mese sto vivendo un’avventura molto interessante. Shenzhen è anche una bella metropoli, modernissima, proiettata nel futuro e la qualità della vita è ottima". Ingaggiato con due anni di contratto e un ingaggio da 5 milioni netti all’anno, il 56enne di Cisano Bergamasco ha l'obiettivo di salvare la neopromossa nella serie A cinese: "Non bisogna mollare. Basta chiudere anche solo con un punto in più. E’ inutile mettersi a fare tanta filosofia. Conta la salvezza e solo la salvezza".

Tra le domande rivolte al mister bergamasco, anche quella sull'imminente Torino-Napoli: la partita di un giocatore che lui conosce molto bene. "Simone Verdi con me fece benissimo nel tridente, ma penso che abbia le qualità per fare bene anche in altri schemi – ha concluso Donadoni – Calcia bene con entrambi i piedi, può giocare sulle fasce e ricoprire più ruoli. La duttilità è una delle sue qualità migliori. Non c'è un modulo ideale per lui, può agire da seconda punta o da trequartista".