Dopo gli ultimi casi che hanno nuovamente agitato il mondo del calcio italiano, e messo ancora sotto accusa la classe arbitrale, la Figc ha deciso di ‘aprire' ad una clamorosa novità: la possibilità di utilizzare il Var ‘a chiamata'. La Federazione ha infatti deciso di chiedere alla Fifa la possibilità di sperimentare l'utilizzo del ‘challenge': ovvero la chiamata all'on field review da parte delle squadre, come avviene già in altri sport come volley, tennis e basket Nba.

"La Figc si è fatta interprete delle richieste pervenute nelle ultime settimane da numerose società di Serie A – si legge nella nota pubblicata sul sito della Figc – ed ha anticipato informalmente alla FIFA la propria disponibilità a sperimentare l'utilizzo del challenge, nei tempi e nei modi che l'IFAB eventualmente stabilirà. La Federcalcio è convinta che, continuando il percorso già intrapreso, si possa portare il calcio in una dimensione sempre più vicina ai milioni di appassionati, senza intaccare l’autorevolezza dell’arbitro bensì fornendogli strumenti concreti di ausilio".

L'invito di Gravina

Nel documento pubblicato, è stata inoltre messa in evidenza la richiesta che Gabriele Gravina ha fatto al mondo arbitrale: "Il Presidente ha condiviso con il designatore della Can A Nicola Rizzoli l’esigenza, già trasferita ai direttori di gara, di intensificare il ricorso all’on field review nei casi controversi che rientrano nell’ambito del protocollo internazionale. Ciò al fine di non alimentare polemiche strumentali che intacchino l’immagine del nostro campionato, che si appresta ad entrare nella fase cruciale della stagione".

La possibilità di ricorrere alla chiamata del Var, era già stata discussa nel 2018 durante il Festival dello Sport di Trento. In quella occasione Pierluigi Collina si mostrò molto scettico: "Non si può pensare di dare la possibilità agli allenatori di chiamare il VAR, come invece succede in altri sport come il volley o il basket – aveva dichiarato il Presidente della Commissione Arbitri della FIFA ed ex designatore UEFA – A differenza di volley e basket, dove la grande maggioranza delle infrazioni sono oggettive, nel calcio c’è una maggiore interpretazione da parte dell’arbitro".