Rissa sfiorata in Lega Calcio, lite tra Lotito e Marotta

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Il presidente della Lazio e l’ad della Juve protagonisti di un faccia a faccia durissimo, al punto da rendere necessario l’intervento di altri dirigenti per evitare che la situazione trascendesse. In questo scenario s’innesta l’impossibilità di trovare una via comune per diritti tv e governance del calcio. Alle elezioni federali di lunedì arriva una Serie A spaccata: Damiano Tommasi non ritira la candidatura e si prepara alla sfida. Sullo sfondo c’è il rischio del doppio commissario per Lega Calcio e Figc.

Diritti tv e governance del calcio fanno da corredo accessorio alla corsa scudetto e alle sfide che valgono il podio della Champions in Serie A. E quanto accaduto in occasione della riunione di Lega è la prova tangibile del clima di tensione e disaccordo, della profonda spaccatura che impedisce al movimento di ripartire dopo il ciclone della mancata qualificazione della Nazionale al Mondiale di Russia 2018. In base a quanto raccolto dal Corriere dello Sport, nel corso dell'assemblea delle società riunitesi per trovare un accordo sul fronte della presidenza, il presidente della Lazio (Lotito) e il l'ad della Juventus (Marotta) sarebbero stati i protagonisti di un diverbio molto acceso, un alterco tale da rendere necessario l'intervento di altri colleghi per evitare che la situazione trascendesse. "Qua so' tutti impiegati", avrebbe ammesso ironicamente ironicamente in romanesco il massimo dirigente capitolino, la cui posizione all'interno della Lega Calcio diverge rispetto a quella dei bianconeri.

Lo scenario politico alla vigilia delle elezioni federali. Dipanare la matassa dei veti incrociati non sarà facile e il Coni stesso ha chiarito che in caso di un mancato accordo per l'elezione del nuovo presidente della Lega ci saranno riflessi anche sulla Federazione con l'arrivo di un commissario. Il mandato di Tavecchio – presidente dimissionario – è in scadenza e alle elezioni di lunedì prossimo, 29 gennaio, arriva una Serie A divisa.

Damiano Tommasi – uno dei 3 candidati alla presidenza della Figc assieme a Gabriele Gravina e a Cosimo Sibilia – ha annunciato su Twitter che non ha alcuna intenzione di ritirarsi dalla corsa. "Giorni utili per conoscere meglio chi è  in campo, chi sta da una parte e chi sta dall'altra. Fondamentale capire chi sta dalla parte del calcio", ha scritto il numero uno dell'Aic convinto di avere più consensi rispetto a Gravina (grazie al sostegno di Aic, allenatori e arbitri) e al tempo stesso di rappresentare una valida alternativa rispetto a Sibilia, il numero uno della Lega Nazionale Dilettanti che può contare sull'appoggio di buona parte dei club di A e B.

Rischio impasse e doppio commissario. Cosa può succedere? Difficile dirlo, la situazione è in continua evoluzione. Ma allo stato dei fatti nessuno dei candidati attualmente ai nastri di partenza potrebbe beneficiare della maggioranza del 75% per fare le riforme e dare seguito al proprio programma di rinnovamento. Una situazione del genere traccia i contorni di quello che sembra lo scenario più probabile: un doppio commissariamento, della Figc e della Lega Calcio.

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