Perché Gigi Buffon non è stato espulso in occasione del rigore fischiato alla Lazio per fallo commesso su Ciro Immobile? Non era da considerare ultimo uomo e quindi passibile della massima sanzione, il cartellino rosso? In realtà, la decisione del direttore di gara è corretta come indicato nel regolamento che la Fifa ha provveduto di recente a modificare cancellando una delle norme più punitive, controverse e dibattute al tempo stesso, del calcio: ovvero, assegnare il tiro dal dischetto e contestualmente espellere l'autore del fallo da ultimo uomo. Particolare ritenuto eccessivamente penalizzante sia considerata la valutazione di situazioni, dinamica e intenzionalità sia i riflessi sull'esito dei match e sullo squilibrio delle forze in campo.

Emendata la tripla sanzione. La Federazione internazionale ha deciso così di rendere giustizia mandando in archivio la famigerata tripla sanzione che – in occasione di fallo commesso da ultimo uomo – prevedeva oltre all'espulsione e al calcio di rigore anche la squalifica del calciatore gravato dalla sanzione.

La ‘vecchia' norma, però, non è stata del tutto svuotata. La triplice sanzione, infatti, viene presa in esame (lasciando la discrezionalità della valutazione al direttore di gara) e resta in vigore per quei falli reputati violenti oppure per quelli commessi di mano sulla linea. In tutti gli altri casi ha lasciato il posto alla sola ammonizione per chi difende o per lo stesso portiere che prova a intervenire sul pallone ‘lealmente' ma non riesce a evitare il contatto.

L'ammonizione di Buffon contro la Lazio. Nel caso di Gigi Buffon, in occasione delle sfide contro la Lazio, è stata giusta l'ammonizione secondo la valutazione fatta dal direttore di gara: sia in Supercoppa sia in campionato il portiere della Juventus, in uscita sull'attaccante (Immobile), non è riuscito a evitare il contatto. L'arbitro ha assegnato il tiro dal dischetto estraendo solo il cartellino giallo perché ha riconosciuto la ‘lealtà' dell'intervento – sia pure fallito – dell'estremo difensore.