Quattro partite per giocarsi il futuro e la guida del Real Madrid. Quattro match e una panchina, quella di Zinedine Zidane, che traballa e lui può ritrovarsi scaraventato a terra nelle prossime settimane. Non c'è solo José Mourinho come alternativa calda: lo special one è già stato al timone delle merengues e conosce perfettamente l'ambiente, è libero da contratti e gode ancora di abbastanza credito dalle parti del Bernabeu. I ritorni, però, non sempre sono la soluzione migliore e a Madrid non possono permettersi altre soluzioni di ripiego dopo il caos della scorsa stagione.

Massimiliano Allegri, ipotesi per la panchina del Real

Ecco che le attenzioni dei media iberici sono cadute su un altro allenatore reputato altrettanto quotato per i risultati raggiunti con la Juventus: è Massimiliano Allegri, il tecnico che in Italia ha dominato con i bianconeri e in Europa è andato vicinissimo alla conquista della Coppa raggiungendo due finali perse contro Barcellona [Berlino 2015] e Real Madrid [Cardiff 2017]. L'ex della ‘vecchia signora' è un ottimo gestore del gruppo e sa, al tempo stesso, come trarre il meglio dai calciatori a disposizione [l'esempio di Mandzukic è il più lampante] e che ritiene più funzionali alle sue idee.

Quattro partite decisive per il futuro di Zidane

Un'ipotesi al momento, sia quella dell'esonero di Zizou sia la candidatura del livornese che si aggiunge all'ex interista. Decisive le prossime quattro partite: domenica a Siviglia, poi in casa con l'Osasuna, il derby con l'Atletico Madrid di Simeone al Wanda Metropolitano [match che potrebbe fare da spartiacque nel caso dovesse arrivare una sconfitta altrettanto cocente] e il Bruges in Champions League.

Batosta a Parigi: nessun tiro nello specchio della porta

La sconfitta subita in Champions a Parigi è stata tremenda per le proporzioni del risultato [3-0, senza possibilità appello] e più ancora per i numeri della prestazione. Ne basta uno in particolare, ed è abbastanza deprimente: zero tiri nello specchio della porta. Zero. Pazzesco ma reale. Un dato incredibile soprattutto se si dà un'occhiata alla formazione schierata al Parco dei Principi: in campo c'erano calciatori del calibro di James Rodriguez [confermato a furor di popolo e per necessità a causa degli infortuni], Gareth Bale, Eden Hazard e Karim Benzema.

In estate investiti 300 milioni sul mercato

Può una squadra che ha giocatori del genere tra centrocampo e attacco rimediare un parziale così umiliante senza colpo ferire? E' successo ed è stato uno shock fortissimo in relazione anche agli investimenti fatti nella recente campagna acquisti: 300 milioni di euro spesi per rinforzare la rosa, secondo la versione del presidente, Florentino Perez, non le idee dell'allenatore che avrebbe gradito altri interpreti e altri profili. Uno su tutti, Paul Pogba, che aveva chiesto alla società di prendere mettendo in cantiere le cessioni di Bale [che liquidò in maniera sprezzante in una conferenza stampa dell'estate scorsa] e del colombiano [al centro del tormentone di mercato col Napoli]. Trecento milioni per fare una figuraccia come a Parigi. Che disastro.