I fischi assordanti al capitano sono stati tramutati in applausi e silenzio solamente al 90′, dopo la vittoria e un gol d'autore. Sergio Ramos si è ripreso così il suo pubblico e un Bernabeu che lo aveva accolto con la protesta e la rabbia di un pubblico che non guarda mai in faccia nessuno e non perdona eventuali sgarbi o prestazioni incolori. Un tifo unico, spietato, esigente, totale: pronto a difendere e sostenere i propri beniamini davanti a tutto ma anche a trasformarsi in primo giudice se le cose non vanno.

Il Bernabeu nel corso degli anni è stato croce e delizia per moltissimi fuoriclasse che hanno indossato la maglietta del Real Madrid. Una casa accogliente nel momento che conta, un baluardo in cui si sono cullati e costruiti epocali successi ma anche un tribunale spietato e severo che emette sentenze e non vuole sentire appelli. L'ultimo imputato è stato proprio il centrale difensivo preso di mira dai tifosi

I fischi e il ‘cucchiaio'

Nell'ultima partita di Liga, giocata in casa contro il Valladolid, Il Real Madrid era chiamato ad un successo senza macchie. Si arrivava da un periodo difficile, il cambio di allenatore, l'imposizione dello spogliatoio – e di Ramos in prima persona – di avere come nuova guida Solari, ‘silurando' una garanzia come Conte. Il pubblico era arrivato allo stadio prima di tutto per contestare: pagando, si sa, si pretende si assistere al meglio. E così il clima in cui si è giocato è stato per molti versi surreale.

A tal punto che tra i più fischiati è stato proprio Sergio Ramos, il capitano ed emblema del Real del Terzo Millennio, il giocatore che con la maglia madridista ha vinto tre Champions League, due delle quali arrivate anche grazie ai suoi gol. Eppure, il pubblico non ha avuto – ancora una volta – pietà: fischi per Ramos, finché il Real non è uscito dal campo con il successo richiesto e il difensore con un ‘cucchiaio' vincente, sua personale risposta ai propri tifosi.

La contestazione a Cr7

Ma quanto accaduto a Sergio Ramos era già capitato in precedenza ad altri illustri suoi colleghi, tutti passati attraverso le Forche Caudine del Bernabeu. Lo sa benissimo anche chi oggi gioca altrove, come Cristiano Ronaldo, il fenomeno da 5 Palloni d'Oro, che con la maglia del Real ha vinto tutto mietendo record. Un rapporto d'amore e di odio tra il portoghese e il tifo madridista.

Il fuoriclasse portoghese è stato fischiato diverse volte nel proprio stadio dal proprio pubblico. La prima volta accadde nel 2015, dopo un errore sotto porta contro il Galatasaray. Un'altra volta – solo per ricordare le più eclatanti – nel 2016 durante la sfida di Liga contro la Real Sociedad, quando è stato sufficiente sbagliare un controllo di palla per far innalzare i fischi dalle tribune. Con relativa reazione di Cr7 che mandò a quel paese l'intero stadio.

Anche Kakà tra i fischi

Cr7 ma non solo. Nell'elenco dei fischiati dal Bernabeu c'è anche Ricardo Kakà, nel 2010 durante la parentesi non proprio edificante di Pellegrini, sulla graticola soprattutto dopo l’eliminazione in coppa con il Lione quando il pubblico, oramai deluso e arrabbiato, fischia il brasiliano sostituito a 15 minuti dalla fine.

Di Maria, Bale, Casillas e Zidane

Kakà, come Di Maria, altro fuoriclasse che il Bernabeu punì con i fischi ricevendo in cambio reazioni ‘scomposte' come quando l'argentino si portò la mano ai genitali mentre veniva sostituito. O come Gareth Bale, il gallese volante che anche adesso non appena cala di prestazione viene sommerso dai fischi dello stadio di casa. Per non dimenticare Iker Casillas che nel 2005, dopo un gol del Valencia al Bernabeu venne sonoramente fischiato da alcuni settori dello stadio. Una ‘sentenza' che non risparmiò nemmeno lo Zidane giocatore, nel 2005-2006, quando la squadra chiuse la stagione senza alcun titolo.