La partita di Qualificazione a Euro 2020 tra Bulgaria e Inghilterra è passata alla storia non per il tennistico 6-0 con cui la squadra di Southgate ha vinto a Sofia ma per tutto quello che è successo sugli spalti e fuori dal campo. L’arbitro è stato costretto a sospendere l’incontro due volte a causa di offese razziste ai giocatori di colore dell’Inghilterra, sugli spalti alcuni tifosi hanno mostrato delle maglie con la scritta ‘no respect’ e si sono visti anche dei saluti romani da parte di tifosi bulgari. L’Inghilterra si è indignata, il tecnico e il presidente federale bulgaro hanno provato a difendersi, ma nel durissimo day after il numero uno della federcalcio Mihailov si è dimesso.

Il c.t. Balakov nega i cori razzisti, la Uefa apre l’indagine

Il presidente della federcalcio inglese Greg Clarke ha definito ‘vergognoso e orribile’ quello che è successo allo stadio Levski e ha chiesto alla Uefa di aprire un fascicolo che il massimo organismo del calcio mondiale ha puntualmente aperto nella giornata di oggi. Clarke aveva chiesto alla Uefa di indagare anche dopo aver sentito le parole del c.t. bulgaro Krasimir Balakov che aveva dato una versione personale su buuu e ululati e aveva negato qualsiasi tipo di coro razzista:

Probabilmente i nostri tifosi non erano soddisfatti del modo in cui la squadra stava giocando. Personalmente non ho sentito cori razzisti. Devo dire che c'e' stato un comportamento inaccettabile non solo da parte dei tifosi della Bulgaria, ma anche di quelli dell'Inghilterra, che hanno fischiato e urlato durante l'inno nazionale. E nel secondo tempo hanno usato parole contro i nostri tifosi che trovo inaccettabili. Siamo onesti, una cosa del genere non ci era mai successa. Il problema e' nato quando sono arrivati i tifosi inglesi.

Si dimette il presidente federale Mihaylov

Balakov è stato uno degli eroi della Bulgaria che a USA ’94 conquistò il quarto posto, come Borislav Mihaylov, che di quella squadra era il portiere. e che fino a qualche ore fa era il presidente federale. Mihailov ha fatto un passo indietro dopo aver sentito telefonicamente il premier bulgaro Boyko Borissov che, anche con un tweet, aveva chiesto le sue dimissioni. L’ex numero uno prima ha detto di no, poi ha lasciato sperando di rimanere in federazione:

Mi dimetto, ma sono pronto a mettere al servizio della Bulgaria la mia esperienza, i miei numerosi contatti ad alto livello internazionale e la mia ferma disponibilità a continuare ad aiutare lo sviluppo del calcio bulgaro in tutti i modi possibili.

Saluti romani a Sofia, nel corso di Bulgaria–Inghilterra.
in foto: Saluti romani a Sofia, nel corso di Bulgaria–Inghilterra.