Una sola stagione e mezzo da protagonista indiscussa, in cui la calciatrice nigeriana naturalizzata britannica, ha conquistato il tricolore, la Coppa Italia e la Supercoppa nazionale con la maglia bianconera. Poi, il triste e doloroso addio all'Italia che non dimostra ancora una volta un Paese per immigrati. Eniola Aluko lo sa, l'ha vissuto sulla propria pelle, ha combattuto ma perso la sua personale battaglia contro i cretini da stadio e non solo, anche contro quelli della vita di tutti i giorni.

"Torino a volte sembra indietro di dieci anni. Entri nei negozi e vieni guardata dai proprietari con la sensazione che siano pronti a saltarti addosso perché ruberai sicuramente qualcosa. All'aeroporto ti fanno annusare dai cani antidroga come fossi Pablo Escobar".

Le vittorie con la Juventus

Parole dure, che colpiscono allo stomaco di un Paese ignorante e razzista. Eniola ci ha vissuto, giocato, gioito e sofferto ma adesso ha detto basta: non si può continuare una battaglia perduta in partenza. "Quando sono arrivata nell'estate del 2018, sono stata conquistata da un grande club e da un grande progetto. Sul campo abbiamo vinto tanto: un titolo di campionato, la coppa nazionale e la Supercoppa,  lasciare dopo soli 18 mesi non è stata una decisione facile. Mi rendo conto che la mia attenzione deve essere rivolta ai prossimi 3-5 anni della mia carriera"

L'ultima sfida contro la Fiorentina e il ritorno a casa

La parola fine la darà contro la Fiorentina, nell'ultima gara che ha deciso di disputare. Un commiato verso i propri tifosi e le compagne di squadra, poi il ritorno a casa e l'inizio di una nuova avventura: "La mia ultima partita è contro la Fiorentina, seconda classificata della scorsa stagione. È un match importante nella corsa al titolo contro una diretta concorrente. Non vedo l'ora di salutare i tifosi della Juventus che mi hanno mostrato rispetto e sostegno. Tornerò a casa, dove tutto è iniziato, e ancora una volta sono entusiasta"