Dagli spaghetti al ragù di Pogba agli snack, inglesi tra vizi e peccati di gola

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Il francese, che a Manchester guadagna 340 mila euro a settimana, ha pagato spese di viaggio, vitto e alloggio, alla cuoca (e alla sua famiglia) che aveva a Torino. L’ex juventino s’è occupato anche di iscrivere la figlia della donna a una scuola della zona dove attualmente risiede.

Mangia spaghetti, possibilmente al ragù. Meglio se alla bolognese. The Sun, tabloid molto attento alle abitudini (e soprattutto ai vizi) dei calciatori racconta quelle alimentari di uno dei protagonisti della Premier League. Credete che sia Gabbiadini, l'italiano che a Napoli ha assaggiato la ‘pasta col pomodoro e basilico' e adesso non può farne a meno? Vi sbagliate. Il giocatore in questione è francese (non è Martial… siete ancora fuori strada), ha 24 anni, un contratto milionario, vive in una villa da pashà che gli garantisce maggiore privacy. Gli indizi non bastano per indovinare? Si tratta di mister 120 milioni, al secolo Paul Pogba, l'ex juventino che a Manchester (sponda United) s'è trasferito di corsa ed è costantemente sotto i riflettori, dentro e fuori dal campo.

Peccati di gola. Questa volta, però, non è finito nel cono di luce per aver dato quasi scandalo a causa nel fare sesso con la propria compagna, Dencia. Ricordate? Dalla stanza d'albergo che i Red Devils gli avevano riservato arrivavano rumori (e mugugni) tali che uno dei clienti pensava "stessero girando un film porno". Nulla di tutto questo. Non c'entrano le donne. Non c'entrano le performances fisiche, solo i peccati di gola.

E' questione di pasta asciutta. Pogba ha voluto che in Inghilterra lo seguisse anche la cuoca che lavorava a Torino e per convincerla a trasferirsi le ha affittato e fatto sì che potesse iscrivere la figlioletta di 9 anni a una delle migliori scuole di Altrincham, la zona dove attualmente risiede il calciatore. Spese che può permettersi… considerato che guadagna qualcosa come 340 mila euro e rotti a settimana.

La dieta ferrea di Ranieri, ex Foxes. Quanto avrebbe potuto resistere un calciatore come Vardy che sniffa nicotina e beve Red Bull per caricarsi prima delle gare con le regole ferree della tavola imposte da Ranieri? Un anno, poco più… proprio come accaduto a Leicester (ne scrive The Times) che aggiunge al novero delle ragioni di dissidio tra alcuni calciatori (i senatori) e il tecnico romano anche la questione alimentare. Secondo una fonte menzionata dal tabloid, dopo un match di campionato i calciatori consumavano snack ‘vietati'. Cosa fece Ranieri? Li buttò tutti.

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