La partita tra Cagliari e Juventus è passata alla storia di questo campionato soprattutto per gli insulti razzisti che hanno ricevuto i calciatori di colore della squadra Campione d’Italia: Blaise Matuidi, Moise Kean e Alex Sandro. Le polemiche che ne sono seguite sono state molto forti. Di questa vicenda ne ha parlato anche Miralem Pjanic che ha svelato lo stato d’animo dei compagni di squadra.

Matuidi lascerà il campo se riceverà altri insulti

Il centrocampista bosniaco che ha da poco compiuto ventinove anni parlando con Tuttosport ha parlato di Matuidi, ha svelato che il francese la prossima volta (sperando non accada mai più) che sentirà ululati o offese razziste lascerà il campo. E Pjanic sottolinea che non è la prima volta che Matuidi viene offeso alla Sardegna Arena:

Blaise è molto dispiaciuto. E ci ha detto che la prossima volta lascerà il campo! Io non credo che un'esultanza possa avere a che fare con questi cori. Ognuno può esultare nel modo in cui vuole, anche io potevo segnare, esultare alla stessa maniera e sarebbe successa la stessa cosa. E' il secondo anno in cui Matuidi viene qui e vive questa situazione: è una cosa brutta. Ci dispiace perché loro l'hanno vissuta male, come noi che abbiamo visto quanto i ragazzi fossero tristi dopo la partita. E non mi riferisco solo a Kean e Matuidi, c'è anche Alex Sandro. E nella squadra del Cagliari ci sono alcuni giocatori di colore.

L’esultanza di Moise Kean

Pjanic ha parlato anche dell’esultanza di Moise Kean, che ha creato ulteriori polemiche. Il centrocampista juventino ci ha tenuto a dire che quel festeggiamento non era provocatorio, e nel caso lo fosse stato sarebbe arrivato magari un cartellino da parte dell’arbitro:

L'esultanza cosa c'entra con i cori? Assolutamente nulla, poi se l'arbitro pensa che si tratti di una provocazione nei confronti dei tifosi può andare da Kean e ammonirlo. Ma a prescindere da ciò che accade sul campo, i cori non devono esistere. Il fatto che Kean sia un ragazzino? L'ho detto e lo ripeto, al di là dell'esultanza queste cose non devono succedere. Ho parlato con Moisé, ma anche con Blaise, il quale ha detto chiaramente che la prossima volta uscirà da campo.