Tutti gli allenatori sono legati ai risultati, e se non arrivano rischiano di essere messi in discussione. Tutti, compreso Stefano Pioli: uscito con le ossa rotte dallo scontro con l'Inter di Antonio Conte. La sconfitta nel derby, arrivata nonostante un grande primo tempo della sua squadra, ha infatti riportato a galla le voci sul futuro del 54enne allenatore di Parma: sotto contratto con il Milan fino al 2021, ma a rischio esonero in caso di mancato raggiungimento dell'obiettivo europeo.

Dopo il percorso altalenante dei rossoneri, l'unica condizione che permetterebbe a Pioli di salvarsi da un esonero sarebbe infatti la conquista del quarto posto: un obiettivo ad oggi distante 10 punti e molto difficile da conquistare. Secondo la ‘Gazzetta dello Sport', neanche la vittoria in Coppa Italia ed il relativo accesso all'Europa League salverebbero l'ex allenatore della Fiorentina da un addio anticipato.

La fiducia a tempo

Arrivato a Milanello nell'ottobre scorso, al posto dell'esonerato Marco Giampaolo, Pioli non è infatti riuscito a convincere del tutto tifosi e dirigenza. Nonostante l'evidente miglioramento sul piano del gioco e la valorizzazione di alcuni elementi in rosa, il tecnico non ha mai avuto un percorso continuo e si è ritrovato anche a gestire pesanti sconfitte come quella di Bergamo e quella nell'ultimo derby con l'Inter. Il tutto a poche ore dalla prima semifinale di Coppa Italia con la Juventus.

I possibili sostituti

Se il Milan continuerà nel suo campionato ‘anonimo' Pioli diventerebbe dunque il traghettatore fino alla prossima estate, quando la società sceglierà un nuovo allenatore a cui affidare la squadra. Nelle intenzioni del fondo Elliott e della dirigenza milanista, ci sarebbe l'idea di chiamare a Milanello un big della panchina per tentare di risollevare le sorti del club. Tra i nomi in agenda, oltre a quello del tedesco Ralf Rangnick, ci sarebbero anche quelli di Massimiliano Allegri e Luciano Spalletti: ad oggi gli unici due italiani ‘liberi' sulla piazza.