Stefano Pioli torna a casa. Torna a Parma dove è nato, ha giocato e anche allenato nella stagione 2006/2007. Per il mister rossonero non sarà però una gita di piacere, perché al Tardini il suo Milan dovrà cercare di ritrovare la vittoria contro una squadra in salute. "Non sarà una partita semplice perché il Parma è un'ottima squadra – ha esordito il tecnico nella consueta conferenza stampa della vigilia – Dobbiamo giocare con lo spirito delle ultime partite, alzare la qualità tecnica delle nostre giocate e perdere meno palloni".

Partito per la sua terra senza Paquetà, non convocato a causa di problemi fisici, Pioli ha poi lanciato un messaggio inequivocabile al resto della squadra: "Chi sarà in campo dal primo minuto dovrà avere il fuoco dentro, come chi entra a gara in corso. Siamo una squadra e giochiamo tutti per il bene del Milan, bisogna dare l'anima. Vogliamo uscire da questa situazione difficile, dobbiamo restare uniti".

Piatek e Ibrahimovic

Tra gli argomenti affrontati dall'allenatore rossonero anche quello legato al reparto offensivo: ai giocatori attualmente in rosa e a chi potrebbe raggiungere il gruppo a gennaio: "Piatek sta facendo buone prestazioni e sta riempendo bene l'area – ha aggiunto Pioli – Ha avuto delle occasioni e non è riuscito a segnare, può fare meglio come possono fare meglio altri giocatori".

"Ibrahimovic? Non so se Piatek e Leao leggono i quotidiani sportivi, ma non credo che in questo momento ci sia questo pensiero nello spogliatoio, siamo troppo concentrati su quanto dobbiamo fare in questo periodo. Per il mercato di gennaio parleremo a tempo debito". Nonostante il forte ritardo, Pioli guarda comunque verso l'alto della classifica e alle zone europee: "Ma se vogliamo arrivarci – ha concluso – dobbiamo cominciare a fare i punti. Noi siamo il Milan, l’Europa è il giardino del Milan, ma non possiamo parlarne ora. I giocatori devono essere consapevoli del nostro momento, e lo sono".