Brutto come quello visto a Udine, ma vincente come quello che ha preso tre punti con il Brescia. Il Milan torna dal Bentegodi con una vittoria e con i soliti difetti messi in mostra in queste ultime settimane. La squadra di Giampaolo non ha infatti giocato una grande partita, ed è riuscita ad avere la meglio di un avversario rimasto in dieci uomini solo grazie al rigore di Piatek realizzato nella ripresa. Ci vorrà dunque ben altro, per Marco Giampaolo, in occasione della prossima sfida delicata contro l'Inter. Juric può invece guardare al futuro con ottimismo, perché se la sua squadra riuscirà a giocare con questa grinta potrà davvero sperare nell'obiettivo salvezza.

L'espulsione di Stepinski

Da sempre molto sentita da entrambe le tifoserie, la sfida del Bentegodi comincia all'insegna della grande aggressività gialloblu. L'Hellas è in campo senza Bocchetti, Badu, Crescenzi e Bessa, ma con Stepinski dal primo minuto. Giampaolo preferisce invece Biglia a Bennacer e inserisce Paquetà nel tridente offensivo dietro a Piatek. Tutti i nuovi acquisti sono in panchina. La squadra di Juric è pericolosa già dopo 8 minuti con un cross dalla destra che Donnarumma prima smanaccia e poi si ritrova tra le mani. La foga scaligera mette in difficoltà i rossoneri, ma porta però l'attaccante Stepinski ad esagerare.

Al suo debutto con la maglia dell'Hellas, il polacco si fa infatti cacciare dall'arbitro per una brutta entrata su Musacchio al 21esimo: un intervento scoordinato, rivisto anche al Var, che lascia la formazione di Juric in dieci uomini. Nonostante l'inferiorità numerica, la prima vera occasione da gol è del Verona con Verre: controllo e tiro al volo in corsa con palla fuori di poco. Passato lo spavento, il Milan torna a far girare il pallone ma sempre in maniera troppo lenta e con poca pericolosità. Il tutto fino alla fine dei primi 45 minuti: chiusi dal Diavolo senza un vero e proprio tiro nello specchio della porta avversaria.

 

Piatek rompe il ghiaccio

Deludente come quello di Udine, il Milan si ripresenta in campo con Rebic al posto di Paquetà. I rossoneri prendono campo ma faticano ad entrare in area di rigore. Nei primi dieci minuti Suso e Calhanoglu ci provano dalla distanza, ma fanno il solletico a Silvestri e ad un Verona ben organizzato e molto coperto davanti alla propria area di rigore. La partita decolla al 57esimo con il palo di Calabria: occasione subito pareggiata dagli scaligeri con il legno colpito da Verre. Il gol è nell'aria e arriva al 68esimo quando Piatek sblocca il match su rigore: penalty concesso dall'arbitro per un tocco con un braccio di Gunter.

Il ritorno al gol del polacco sposta gli equilibri e permette al Diavolo di congelare il risultato. L'Hellas è stanco ma rimane in partita con orgoglio e grinta, nonostante l'assalto finale del Milan e lo spavento per il raddoppio di Piatek: annullato giustamente dal Var per fallo del polacco su Silvestri. Il finale di gara, rovinato dal troppo nervosismo di entrambe le squadre, regala altre emozioni al 94esimo con l'espulsione di Calabria e l'ultima grande occasione di Lazovic. Alla fine sorride il Milan, anche se c'è poco da star felici dopo l'ennesima prestazione rossonera davvero deludente. L'Hellas esce battuto, ma a testa alta e sotto gli applausi dei suoi tifosi.