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Pescara, Zeman: “Dimissioni? Le avevo date il 1° settembre”

La gara col Novara può decidere l’esonero ma il tecnico boemo la affronta con flemma proverbiale: “Tutte le vigilie sono delicate. Qui vorrebbero un allenatore amico ma io invece sono qui per lavorare. Col presidente Sebastiani abbiamo punti di vista diversi”.
A cura di Maurizio De Santis
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"Le dimissioni? Le avevo già date il 1° settembre scorso ma mi chiesero di restare". A lanciare il sasso nello stagno è Zdenek Zeman che a partire da lunedì prossimo potrebbe anche non essere più l'allenatore del Pescara. Trend di rendimento e risultati (abruzzesi sestultimi), sogno promozione riposto nel cassetto, la sconfitta di Cesena e il match col Novara come prova d'appello scandiscono le tappe dell'ennesima esperienza sulla panchina dei ‘delfini'.

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Palermo, Parma, Frosinone, Empoli, Bari sono in corsa per il ritorno in Serie A e a distanza siderale da una squadra che – partita con ben altre ambizioni – si ritrova a lottare ai margini della zona retrocessione. In conferenza stampa, alla vigilia di una gara così delicata come quella coi piemontesi, Zeman fa chiarezza e spariglia il campo dalle voci sul suo futuro. Esonero, dimissioni… affronta ogni argomento con la flemma proverbiale che lo contraddistingue da sempre.

Non ho dato le dimissioni dopo Cesena, le ho date solo il 1° settembre ma poi la società mi ha convinto. Ero arrivato a marzo con altri progetti, avevo 42 giocatori ed era difficile se non impossibile lavorarci. Avevo fatto una lista dei giocatori che dovevano restare e andare via ma non si è fatto nulla. Abbiamo poi chiarito la situazione e ho pensato solo a lavorare. A gennaio chiederò di sfoltire la rosa e qualche innesto.

Zeman parla di gennaio e delle operazioni da mettere in agenda per la sessione invernale di calciomercato. Ma ci sarà ancora lui sulla panchina del Pescara che in campo non sembra andare con la giusta determinazione?

E' stata una settimana come le altre, non c'era nulla di diverso. Tutte le vigilie sono delicate. A questo gruppo manca la fame di vittorie – ha aggiunto il boemo -. Qui vorrebbero un allenatore amico ma io invece sono qui per lavorare. Quanto al mio rapporto con il presidente Sebastiani posso dire che a cena stiamo benissimo insieme a tavola ma abbiamo punti di vista diversi sul calcio.

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