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Giornata nera per il campionato di Serie C. La sfida Rieti-Reggina, valida per la 15a giornata del girone C, non si è giocata. Quali sono le motivazioni dell'annullamento della gara che avrà come conseguenza lo 0-3 in favore della formazione calabrese? Il tutto è legato alle irregolarità ravvisate nella distinta della formazione di casa, in cui mancavano i requisiti minimi per il regolare svolgimento della partita. In sintesi il Rieti si è presentato con un allenatore non autorizzato ad andare in panchina.

Perché Rieti-Reggina non si è giocata, i motivi dell'annullamento

Alla luce del mancato pagamento degli stipendi, i giocatori del Rieti hanno deciso di scioperare con la società che è stata costretta a mandare i campo i ragazzi delle Giovanili nel match contro la capolista Reggina. Allo Scopigno però l'arbitro Cairano non ha potuto non rilevare le irregolarità relative al tecnico della squadra laziale Lorenzo Pezzotti che non possiede il patentino per allenare in Serie C. Quest'ultimo, aveva giovato per tre match di una speciale deroga della Lega per andare in panchina. Con la scadenza del permesso, il direttore di gara ha provato a dare 45 minuti al Rieti per risolvere il problema, per una ricerca però che si è conclusa con un nulla di fatto. Il direttore di gara ha applicato dunque l'articolo 66 delle Norme Organizzative Interne della FIGC, procedendo all'annullamento del match. Inevitabile lo 0-3 a tavolino a favore della Reggina.

Le dichiarazioni del presidente della Lega Pro Ghirelli su Rieti-Reggina

Il presidente della Lega Pro Ghirelli, si è espresso in questi termini sull'accaduto: "Le nuove regole funzionano, consentono di difenderci meglio e di evitare disastri. Chi non è in regola deve sapere che qualcuno, nel solco delle regole, ci metterà la faccia, studierà tutto e proseguirà a fare pulizia. Quando abbiamo elaborato le nuove regole nessuno era così ingenuo da non mettere in preventivo che qualcuno tentasse di bypassarle, con il sorriso dei banditi abituati a far fallire le società che pensano, o meglio sperano, di poter rientrare. Abbiamo lavorato in questi giorni tutti insieme, Gabriele Gravina, Umberto Calcagno, Renzo Ulivieri, Marcello Nicchi con un unico obiettivo, rendere normale il calcio, impedire la gogna, educare i giovani. Un grande contributo è venuto da professionalità che ci hanno confortato".

Per Nicchi hanno perso i "furbastri". "Hanno perso i “furbastri”, chi nell’ombra (qualcuno c’è) spera di emergere, fregandosene del bene collettivo. Mi dispiace per i tifosi, lo so che soffrite, ma noi abbiamo l’obbligo di far pulizia. Oggi non è un bel giorno perché non si è giocato, ma oggi siamo più forti. Come si può constatare con i fatti, in questi mesi non abbiamo scherzato. Stiano tutti tranquilli, non abbasseremo la guardia perché sappiamo che riformare non è semplice, ci vuole perseveranza e tempo. Vorrei auspicare che i banditi, i ricattatori, quelli che pensano solo al loro interesse ‘particulare', vengano ascoltati di meno".

La mano pesante della Figc

Questa la posizione della Figc, formalizzata attraverso le dichiarazioni di Gabriele Gravina: "Nel dover constatare purtroppo che a Rieti sono venute meno le condizioni per portare avanti un progetto serio nel calcio professionistico – riporta Sky Sport – la mancata disputa della gara Rieti-Reggina conferma come le norme che abbiamo introdotto meno di 6 mesi fa hanno impedito il verificarsi di una farsa e che si falsasse il campionato. "Non si scherza più, basta prese in giro, lo avevamo promesso a tutti i protagonisti del nostro mondo, primi su tutti i tifosi: gli sciacalli non hanno diritto di cittadinanza nel calcio italiano".