La Serie A 2019/2020 si sta rivelando uno dei campionati più avvincenti degli ultimi anni. La 23ª giornata del campionato in corso ha rimesso tutto in discussione e ha consegnato al torneo una nuova capolista: la Juventus aveva condotto la graduatoria negli ultimi due mesi ma la sconfitta di Verona e la seguente vittoria dell'Inter nel derby ha permesso i nerazzurri l'aggancio in testa ma la sua leadership del campionato è della squadra di Antonio Conte. In base agli scontri diretti in testa alla graduatoria dovrebbero esserci i bianconeri al primo posto, in virtù della vittoria arrivata a San Siro per 1-2 con i goal di Paulo Dybala e Gonzalo Higuain ma c'è un cavillo nel regolamento che ci spiega perché tutte le pubblicazioni portano avanti i nerazzurri.

Cosa dice il regolamento: la differenza reti e gli scontri diretti

Secondo il regolamento gli scontri diretti valgono come criterio principale soltanto quando si sono disputate entrambe le sfide e, fino ad ora, questa situazione non può essere ancora messa in atto perché la gara di ritorno tra Juventus e Intera ancora non si è giocata. Questo è il motivo, nonostante gli stessi punti raccolti, l'Inter al momento è prima davanti alla Juventus, che insegue al secondo posto in classifica. La differenza reti avvantaggia la squadra di Antonio Conte, che è di +28, in virtù dei 48 gol fatti e 20 subiti; contro il +21 dei bianconeri di Maurizio Sarri (44 reti realizzate e 23 subite).

Tutti questi conti potrebbero cambiare dopo il primo giorno di marzo, quando si giocherà il ritorno del big match tra le due superpotenze della Serie A all'Allianz Stadium di Torino. Nel caso in cui la parità di punti dovesse persistere, dal giorno successivo alla sfida tra Juventus e Inter sarebbero gli scontri diretti a decretare la capolista e, probabilmente, anche la vincente dello scudetto.